BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |

SPILLO/ 12 domande per i "talebani" della concorrenza

RAFFAELLO VIGNALI rivolge 12 domande ai talebani del mercatismo, ovvero coloro che amano talmente tanto la concorrenza da favorire alla fine monopoli e oligopoli

Infophoto Infophoto

Il difetto dei talebani del mercatismo (felice definizione di Giulio Tremonti) è che amano talmente tanto la concorrenza da favorire monopoli e oligopoli. E se la realtà non entra nel loro schema non lo mettono in discussione, ma considerano che sia sbagliata la realtà. Sono contro i monopoli pubblici, ma stanno muti se sono privati. Per loro le piccole imprese sono un assurdo, al massimo le considerano un'ammortizzatore sociale. Amano la concorrenza, solo se è funzionale ad aumentare il Roe di qualche grande azienda. Pensano che bisogna estrarre valore finanziario dalle imprese solo per remunerare lautamente gli azionisti, non immaginano nemmeno che la forza di un'azienda stia nel mettervi valore. Più in generale, quando parlano di "valore economico", lo considerano un sinonimo di "prezzo" e di "dividendo". 

La creazione di valore, ancora, è solo in funzione degli azionisti, non dei collaboratori, dei clienti, dei fornitori e del territorio. Le regole poi vanno bene solo se vanno a favore della finanza e delle multinazionali, se servono a tutelare il tessuto produttivo del Paese o i cittadini si possono rimuovere senza problemi. I primi sono, per loro, gli angeli del mercato, i secondi delle bieche lobby. Sono ovviamente i grandi teorici del "fallimento del mercato": nei mercati protetti dove si guadagna ci deve essere il privato; dove si perde, deve intervenire lo Stato (con le tasse dei cittadini).

Abbiamo una summa di questo "pensiero" (le virgolette sono d'obbligo) nel dibattito mediatico di queste ore sul ddl concorrenza. Vorrei rivolgere a questi illustri opinionisti alcune domande nel merito.

1) Le assicurazioni hanno registrato nel 2014 circa 2,4 miliardi di utili: perché non abbassano le tariffe?

2) Negli anni della crisi, essendo calato molto il traffico, sono calati proporzionalmente anche gli incidenti e quindi i risarcimenti: perché nello stesso periodo i prezzi della RCAuto sono aumentati?

3) Perché un automobilista dovrebbe avere solo 3 giorni per indicare un testimone e le assicurazioni nessun limite?

4) Perché la cessione del credito dovrebbe essere vietata in Italia solo per coloro che si rivolgono a un carrozziere non convenzionato con le assicurazioni?

5) Perché il sistema proposto dalle assicurazioni (praticamente far diventare i carrozzieri loro dipendenti e fissare il prezzo della riparazione, a scapito della qualità e della sicurezza) non si configurerebbe come abuso di posizione dominante relativa?

6) Perché i farmaci di fascia C (quelli con ricetta medica) dovrebbe essere venduti nei supermercati o nelle catene delle parafarmacie? Non c'è un problema della tutela della salute pubblica? 

7) La farmacie concorrono al contenimento dei costi della sanità attraverso il Pay-back: è questo un problema irrilevante?

8) La maggior parte delle parafarmacie è in mano alle catene di distribuzione dei farmaci: non c'è il rischio di un conflitto di interessi a scapito della salute dei cittadini?


COMMENTI
11/08/2015 - commento (francesco taddei)

signor vignali perché non liberalizzare l'apertura di una farmacia? perché il suo partito si è opposto alla creazione della class action? perché non risponde? io intanto vado a prendermi una guida su come difendermi dagli abusi ai cittadini, che tanto le istituzioni neanche ci pensano a tutelarmi.