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SPY FINANZA/ Il calo del petrolio avvicina una guerra

Pubblicazione:giovedì 6 agosto 2015

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Ma c'è anche di peggio, visto che il consensus vede solo il 28% degli interpellati convinto che l'Ue comincerà a rimuovere le sanzioni e il congelamento degli assets russi durante il 2016, giù dal 52% del mese di maggio, mentre soltanto un economista interpellato si aspetta che gli Usa ammorbidiranno le sanzioni nei prossimi 12 mesi. Insomma, mai come oggi, paradossalmente, uno scontro - anche se non frontale - in Siria, è utile al Cremlino quanto alla Casa Bianca per evitare una recessione in piena regola. 

D'altronde, con 18 delle 22 commodities che compongono il Bloomberg Commodity Index in mercato ribassista, ovvero a -20% dai massimi, ci troviamo nella medesima situazione dell'ottobre 2008, un mese dopo il crollo di Lehman Brothers! Serve una guerra, spiacente ma il moltiplicatore keynesiano del warfare non può più attendere. I siriani? Danni collaterali, come sempre in queste dinamiche.

 



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