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Economia e Finanza

SPILLO/ La festa delle banche e il "trucco" sull'aumento del credito

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La felicità delle banche è dovuta ai cambiamenti delle leggi. Buona parte dell'ottimismo delle banche non è veramente legata alla ripresa che si mostra malaticcia e instabile, ma all'importante aiuto ricevuto dal governo che, con un paio di veloci riforme e voti di fiducia, ha di colpo rivalutato il "pacco" delle sofferenze. In che modo? Approvando procedure più rapide per aggredire i debitori morosi, accelerando la svalutazione dei crediti a perdere e facilitando l'aggressione da parte del creditore alle garanzie ipotecarie anche sulle prime case per ottenere la proprietà velocemente e rivenderle a terzi. Tutte misure che hanno un effetto importante sul prezzo di vendita di quei 180 miliardi di sofferenze che piacciono ai fondi americani, ma a prezzi assai diversi da quelli di carico in bilancio. Le riforme permettono di alzare il prezzo di vendita e avvicinarlo al valore di bilancio e questo conta moltissimo per le banche. 

Le banche medie e le piccole Bcc sono invece inguaiate con un difficile processo di possibili fusioni e integrazioni, spinto dalla riforma delle popolari e voluto fortemente dalla Bce. Qualcuna in Veneto ha dovuto mettere sogni di grandezza nel cassetto e dovrà affrontare la dura prova della quotazione in Borsa deludendo i vecchi azionisti. Tutte categorie di banche oggi un po' distratte e a rischio vero di allontanarsi dai piccoli clienti che hanno sempre detto di volere sostenere.

Imprenditori perplessi. In tutto questo gli imprenditori hanno capito poco e visto pochi benefici. È vero i tassi sono scesi, ma solo per le imprese di media e grande dimensione. Sono parecchie le banche che hanno messo nel mirino le piccole imprese, perché con i loro bilanci indeboliti e indebitati sono i peggiori consumatori di capitale di vigilanza e hanno causato una fetta delle sofferenze. Per queste categorie non c'è credito, né flessibilità. Ha capito tutto il Grande Saggio Puffo dei piccoli imprenditori artigiani che due giorni fa ha tirato la sirena a difesa del suo popolo "Le dichiarazioni di ottimismo delle banche italiane - ha detto Giorgio Merletti, Presidente di Confartigianato - si scontrano con la realtà vissuta dagli imprenditori. Noi, il rilancio dei prestiti alle imprese non lo vediamo ancora. Soprattutto per gli artigiani e le piccole imprese il denaro rimane più scarso e più costoso rispetto a quello erogato alle aziende medio-grandi e in confronto a quanto avviene nella media europea". 

La verità sul rapporto tra banche e piccole imprese è scomoda e quindi viene troppo spesso nascosta. Peccato, la sincerità aiuterebbe a cambiare più velocemente molte cose, da un lato e dall'altro.

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