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GRECIA AL VOTO/ Tsipras "ripulisce" Syriza ma Nea Democratia è risorta

Alexis Tsipras con Jean-Claude Junker (Infophoto) Alexis Tsipras con Jean-Claude Junker (Infophoto)

Tutto il tempo è stato usato per "combattere" la Troika, ed ha fatto opposizione a se stesso: ha imposto lo scontro all'UE mentre chiedeva aiuto per non far fallire il Paese. E resta sempre un Giano bifronte. A favore del Memorandum: "Abbiamo salvato il Paese firmando l'accordo di finanziamento" (se non avesse firmato, Tsipras dixit, sarebbe scoppiata la guerra civile), contro il Memorandum: "Questa programma non ci appartiene, troveremo delle modifiche". Realista: "Siamo stati sconfitti da forze superiori", e demagogo: "Non abbiamo ancora vissuto i nostri giorni migliori".

Adesso ha una seconda occasione. Ma la domanda è "chi è Tsipras?". Da quanto afferma si potrebbe dedurre che lui ha scelto di essere un Giano, almeno fino al risultato delle elezioni. E dopo? Dopo dovrà vedersela con i "vecchi" partiti. E quanti dei suoi "compagni" – quelli rimasti – saranno d'accordo a sostenere un governo di unità nazionale, o di larghe intese? Oppure ci sarà un'altra scissione? In Grecia, scindersi a sinistra è sempre stato un esercizio votato al suicidio che insegna come la sua mancanza di realismo ricicla e dà nuova vita a partiti già condannati dalla società. Sette mesi fa tutti davano per spacciata Nea Democratia, oggi, secondo i sondaggi, i conservatori tallona la neo-sinistra. Tsipras comunque colloca i suoi desideri e promette "giorni migliori". E la "speranza" di gennaio? Beh, quella è svanita.

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