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MERCATI/ Ora la Cina scarica la sua crisi sui T-bond (e sulla Fed)

Pubblicazione:martedì 1 settembre 2015

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E quali conseguenze avremo sul breve e medio periodo? Per il concetto ri rischio sugli assets a livello globale, sono chiaramente negative, visto che la liquidità sta crollando, mentre per il reddito fisso c'è un'ambivalenza, visto che la corsa verso beni rifugio - come Treasuries, appunto e Bund - potrebbe operare un off-setting rispetto alle vendite della Banca centrale cinese. Diversa la questione rispetto ai rendimenti reali, i quali potrebbero muoversi al rialzo e soprattutto abbassare le aspettative inflazionistiche, ampliando la pressione sulle curve degli yields. Insomma, la Fed deve trovare un modo diplomatico per lanciare il QE4 se le dinamiche in Cina non cambiano e in tempi molto brevi. E guarda caso, è proprio l'inflazione la prima vittima di questa situazone, negli Usa come in Europa.

E' di ieri, infatti, il dato in base al quale è rimasto stabile in agosto il dato europeo sull'inflazione: la crescita annuale dei prezzi si è confermata allo 0,2% nell'eurozona, stando alla prima stima flash di Eurostat. A frenare l'aumento dei prezzi è stato ancora una volta l'andamento in calo di quelli dei prodotti energetici, che in agosto hanno registrato una flessione su base annuale del 7,1%, dopo un calo del 5,6% in luglio ma un primissimo effetto degli outflows cinesi si è sostanziato, pensate quindi quando prenderà potenza e schiaccierà nei mesi a venire ancora di più quel dato, ricordandovi che l'obiettivo prefissatosi dalla Bce attraverso il QE è attorno al 2%. Si è trattato del terzo mese consecutivo in cui i prezzi al consumo sono appena aumentati rispetto a un anno fa e bisogna considerare che l'impatto del calo dei prezzi dell'energia e di altre commodity non si è ancora fatto sentire del tutto, mentre la Cina solo pochissimo.

L'Eurozona è, quindi, ancora molto distante dal raggiungere il target di inflazione fissato dall'Eurotower e ciò continuerà ad alimentare le speculazioni in base alle quali le autorità di politica monetaria potrebbero estendere e ampliare il programma di quantitative easing. Ma come, se la stessa Bce non più tardi di due settimane fa, attraverso Vitor Constancio e Benoit Coeure, ha dovuto ammettere che cominciano a scarseggiare sul mercato i bond eligibili per l'acquisto? Si abbassa il target, andando pesantemente in negative yield e quindi mettendo a rischio la qualità stessa del bilancio della Bce? Credeteci, la Bundesbank glielo farà fare di certo.


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