BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |

EVASIONE IVA/ Quei 47 miliardi persi per colpa di una riforma fiscale (che non c'è)

Infophoto Infophoto

Una riforma del sistema tributario che vada nel senso di un maggior equilibrio tra intervento pubblico e libertà individuali, anche in ottica di maggior equità distributiva, e una cura dimagrante dello Stato che, riducendo il peso della burocrazia, liberi risorse per abbassare le imposte su imprese, lavoratori e famiglie, appaiono oggi quanto mai urgenti. 

In questo senso, la promessa riduzione delle imposte sugli immobili, oltre che farci andare (inutilmente) contro l'Europa e in direzione opposta agli standard internazionali, non rischia di penalizzare ulteriormente gli enti locali (specie quelli virtuosi) e di rinviare ancora il tema della riduzione della spesa pubblica centrale?

© Riproduzione Riservata.

COMMENTI
10/09/2015 - Direzione opposta (Vittorio Cionini)

Da diversi decenni non passa giorno che non ci si imbatta in inviti pressanti alla riduzione del carico fiscale, alla semplificazione delle regole (non solo tributarie), alla ricerca della "efficienza ed efficacia", alla sburocratizzazione della pubblica amministrazione. Per rendersi conto di quanto si sia lontani da questi obiettivi e come invece si stia viaggiando nella direzione opposta basta leggere il contenuto, non solo i titoli, dei provvedimenti legislativi riguardanti l'informatizzazione della PA. Anche quelli recentissimi. Fatturazione elettronica, protocollo informatico, passaggio alla nuova contabilità armonizzata, posta elettronica certificata, anagrafe centralizzata della popolazione etc sono innovazioni dove la "digitalizzazione" dei processi é stata incapsulata in complicate regole burocratiche che fanno rimpiangere la penna d'oca, la carta pergamena e i piccioni viaggatori.