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REBUS RIPRESA/ Daveri: più consumi, ma aiutano solo l'export degli altri

Pubblicazione:giovedì 10 settembre 2015

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L’aumento della domanda si è tradotto in un boom delle importazioni, molto più accentuato rispetto ai precedenti episodi di ripresa. In questi primi due trimestri di ripresa il Pil è cresciuto dello 0,3-0,4%, e le importazioni sono aumentate del 2% per ciascun trimestre. E’ molto di più di quanto si sia verificato nella stessa Spagna.

 

Perché a fronte di una ripresa della domanda quest’ultima va a finire soprattutto in prodotti importati?

Perché c’è una situazione di svantaggio delle nostre aziende rispetto a quelle concorrenti, cui non si riesce a porre rimedio. Un modo per farlo sarebbe ridurre le tasse sul lavoro, contenere i costi della burocrazia oppure attuare le misure sulla giustizia civile di cui il Guardasigilli Andrea Orlando parla, ma rispetto a cui siamo solo agli inizi.

 

Il governo dove troverà i soldi per gli interventi a favore delle imprese?

I soldi di cui si parla sono 3,5 miliardi di euro. L’intenzione del governo è in primo luogo quella di incorporare il miglioramento delle prospettive, che sono date da un primo semestre leggermente in aumento rispetto al previsto. Se migliorano le previsioni sul Pil, ciò porta anche a un miglioramento sul versante del deficit atteso.

 

Con quali conseguenze?

Ciò dovrebbe consentire al governo di finanziare più facilmente anche i 3,5 miliardi di euro di interventi in favore delle imprese. Con la revisione all’insù delle prospettive di crescita per 2015 e 2016, il governo può sperare di finanziare fino a metà della cifra aggiuntiva. Il resto andrà finanziato con riduzioni di spesa.

 

(Pietro Vernizzi)



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