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SPY FINANZA/ Se la Banca Mondiale tira per la giacca la Fed sui "tassi zero"

Pubblicazione:giovedì 10 settembre 2015

Janet Yellen (Infophoto) Janet Yellen (Infophoto)

Il problema sta tutto in questo altro grafico:

Ovvero il fatto che il costo di capitale dello shale crescerà comunque e di molto, visto che se anche si troverà il mondo di pagare interessi e cedole, magari fino al 7%, ai creditori, l'aggravio per chi produce stando a calcoli di Citigroup arriverà quasi al 15%, spostando al rialzo i prezzi di break-even aziendali tra i 5 e i 15 dollari al barile. Quindi, se anche attraverso incentivi e magheggi molti produttori riusciranno o a restare i sella o, in ultima istanza, i più deboli verranno eliminati dal mercato garantendo al comparto la possibilità di ripartire più forte, sicuramente i detentori di obbligazioni opereranno un re-price del rischio legato al settore petrolifero e non si esporranno nella maniera in cui lo hanno fatto nella prima fase di sviluppo del boom dello shale. Questo renderà ancora più oneroso finanziarsi per le aziende, visto che o alzeranno ulteriormente i rendimenti che sono disposti a pagare per i loro bond, già altissimi o dovranno svenarsi di collaterale per riuscire a ottenere linee di credito. Insomma, o il prezzo del petrolio sale - e anche abbastanza in fretta - o questa storia potrebbe finire male per molti.

Lo certifica Citigroup, non il sottoscritto. Ma c'è dell'altro, visto che ieri l'indice Nikkei ha chiuso in rialzo del 7,7%, dopo il -2,4% di lunedì e il pessimo dato sul Pil del secondo trimestre: come mai? Semplice, per la ragione che vi dico da mesi: sta per partire il grande QE globale, visto che la Cina ha chiesto aiuto agli Usa per stabilizzare i mercati, il Giappone si è detto pronto a tagliare col machete la tassazione sulle imprese e la stessa Pechino ha annunciato l'aumento delle spese per infrastrutture e una riforma fiscale e finanziaria molto rapida per snellire e aprire il sistema. Insomma, al netto del fatto che la Fed tra una settimana non alzerà i tassi, sono tante belle iniziative che si possono riassumere in un solo modo: più spesa pubblica, più denaro facile, più debito per cercare di stabilizzare una situazione fuori controllo proprio per l'eccesso di debito. Ve lo dico da sempre, ora lo ammettono tutti: ieri i mercati sono saliti in cielo perché gli investitori sentono profumo di nuovo stimolo.


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