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Economia e Finanza

SPY FINANZA/ Se la Banca Mondiale tira per la giacca la Fed sui "tassi zero"

Janet Yellen (Infophoto)Janet Yellen (Infophoto)

E attenzione, perché nel silenzio generale rotto solo dal Wall Street Journal, scopriamo che le società statunitensi hanno dominato il mercato delle emissioni corporate in euro negli ultimi mesi, un trend che banche e investitori ritengono possa continuare a un ritmo sostenuto per il resto del 2015. Ultimi in ordine di tempo Wells Fargo e Honda Finance che la scorsa settimana hanno emesso bond in euro, raccogliendo complessivamente più di 2 miliardi di euro e andando ad accrescere la lunga lista di imprese finanziarie Usa che hanno diversificato la propria base di finanziamento puntando sui rendimenti europei vicini allo zero e comunque più bassi di quelli in dollari.

Ma anche le aziende industriali americane hanno deciso di indebitarsi in euro: secondo Dealogic, nella prima metà del 2015 hanno raccolto quasi 54 miliardi di euro nei mercati obbligazionari del vecchio continente, un nuovo record annuale che rappresenta il 40% in più rispetto a quanto raggiunto nell’arco di tutto il 2014. Nel 2015 le società statunitensi hanno collocato più del 22% del totale delle emissioni di corporate bond nominati in euro, più dei player francesi e italiani messi insieme: numeri che rendono gli Stati Uniti il maggiore emittente dei mercati corporate bond dell’eurozona mentre nel 2014 erano terzi a larga distanza dalle società francesi che avevano emesso quasi il doppio dei titoli. Direte voi, qual è il problema? Presto detto, se le società Usa continueranno a inondare il mercato di carta in euro, anche il mercato del Vecchio continente rischia di saturarsi in fretta. E allora ti saluto QE. AAA, cercasi un governo. Urgentemente o dovrò veramente fare ciò che mai avrei pensato: rimpiangere Giulio Tremonti.

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