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Economia e Finanza

SOS MIGRANTI/ E se li usassimo per fare la "rivoluzione" al Sud?

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Ma la situazione italiana è poi così diversa? La crisi demografica italiana è ancor più grave di quella tedesca, con grossi problemi per la possibilità di pagare le pensioni. E poi, al di là della retorica, il problema non è di respingere o meno masse migratorie che comunque arriveranno. Semmai è di scegliere se adottare nuovi cittadini oppure se ingrossare le fila dei vu’ cumpra ai semafori. E’ una sfida terribile su più terreni: integrazione culturale e linguistica, rispetto delle differenze ma anche difesa orgogliosa di quel che rende l’Italia un Paese dove si vive bene: il rispetto delle regole, sia da parte degli italiani che degli immigrati.

In questo senso il caso Briatico permette di ripensare la questione del Mezzogiorno in un modo nuovo.  Una politica espansiva dell’accoglienza può innescare una stagione di sviluppo e di riforme laddove, in questi anni, è cresciuto il cancro dell’illegalità e dello sfascio. Chissà, forse è lecito sognare: un esercito di immigrati impegnati nella bonifica di terre devastate dall’inquinamento, impegnati nella realizzazione di nuove infrastrutture e nel completamento di quelle vecchie. Sangue fresco capace di dar vigore ad un corpo sociale afflitto da rassegnazione gattopardesca. Un sogno? Probabilmente sì. Ma guai a buttare al vento il dono della Provvidenza a Briatico, terra che sembrava senza speranza.     

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COMMENTI
11/09/2015 - passiamo dall'accoglienza all'integrazione (Achille Cilea)

Nel valutare ciò che sta accadendo, la nostra e l'altrui responsabilità dinnanzi al fenomeno migratorio varrebbe la pena ricordare: a) Il popolo ebraico è stato un popolo che per lungo tempo, sin dalla sua chiamata dall'Egitto, ha dovuto migrare; b) la famiglia di Nazareth (Giuseppe, Maria e il piccolo Gesù) ha sin da subito dovuto migrare in terra d'Egitto; c) nel Vangelo (Matteo, 25, 31-46), sono qualificati come “benedetti” coloro che accolgono lo straniero. Concordo con l’analisi di Bertone e vado oltre. Occorre passare rapidamente dall’accoglienza all’integrazione e cogliere l’opportunità per “cambiare verso” alla tendenza allo spopolamento delle aree collinari e montane della Calabria: si mettano a disposizione i terreni agricoli inutilizzati ed improduttivi assegnandoli (temporaneamente in comodato d’uso gratuito) ai migranti richiedenti asilo, magari inventando dei regolamenti ad hoc che permettano una loro limitata possibilità di miglioramento (edificazione di case coloniche monofamiliari ad impatto limitato). Alla soluzione del problema migranti si aggiungerebbe una indicazione per la soluzione del primo dei problemi della Calabria: presidiare il territorio per impedire i danni idrogeologici che puntualmente ogni anno dobbiamo registrare e subire. Achille Cilea (cileaachille@alice.it)