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Economia e Finanza

SPY FINANZA/ Siria, così il petrolio "unisce" Obama e Putin

Vladimir Putin e Barack Obama (Infophoto)Vladimir Putin e Barack Obama (Infophoto)

Sale dunque la tensione tra Mosca e i Paesi occidentali, con gli Stati Uniti che non nascondono i loro timori e Mosca che si difende. «La Russia sta fornendo assistenza alle truppe siriane perché sono l'unica forza che può opporre resistenza all'Isis», ha dichiarato il portavoce del Cremlino, Dmitri Peskov, sottolineando che «semplicemente non ci sono altre forze organizzate ed efficienti in quella regione. Gli specialisti militari russi si trovano in Siria per addestrare i soldati di Damasco nell'uso delle attrezzature belliche arrivate dalla Russia e non partecipano al conflitto», ha precisato Peskov.

E qui si crea il classico effetto ad imbuto. Paradossalmente e alla faccia delle sanzioni, Usa e Russia starebbero infatti combattendo fianco a fianco in Siria contro Daesh. Perché allora gli Usa sono così preoccupati? Perché allora lunedì gli Stati Uniti, fonte Reuters, avrebbero chiesto al governo greco di vietare il proprio spazio aereo ai mig russi impegnati nella campagna anti-Isis? E perché John Kerry avrebbe espresso a Seghei Lavrov la sua preoccupazione per la presenza sempre crescente di militari russi in Siria e le voci sulla costruzione di avamposti? Non stanno dalla stessa parte? Si sa soltanto che il ministro degli Esteri greco ha dichiarato, sempre alla Reuters, che la richiesta di Washington verrà esaminata, nonostante la Russia abbia già chiesto il permesso di sorvolo fino al 24 settembre. Quattro giorni dopo le elezioni politiche in Grecia dopo il terzo salvataggio del Paese: chi scontentare, Washington che dirige di fatto l’FMI o la Russia che si era proposta come partner economico e di sostegno? Per ora, Atene continua a garantire il sorvolo. Strano timing, ma questa mappa

Ci dice che Assad recentemente ha perso significative porzioni di territorio a Nord da parte di Al Qaeda (Al Nusra), nel Centro a favore dello Stato islamico e a Sud da parte dei ribelli nazionalisti. Quindi, l’interventismo russo parla la lingua disperata di un puntellamento del regime prima che questo crolli. Aprendo le porte all’influsso Usa in quello che fino ad oggi è stato l’avamposto mediorientale di Mosca. Chi non ha avuto dubbi a vietare subito il sorvolo ai mig russi, invece, è stata martedì la Bulgaria, il cui ministro degli Esteri ha detto di avere “sufficienti informazioni che pongono seri dubbi sul carico di quegli aerei e che sostanziano il nostro rifiuto”. Stranamente, se la Grecia è divisa a livello energetico tra l’opzione Southern Gas Corridor e quella Turkish Stream, la Bulgaria ha tutto da guadagnare a stare con gli Usa dopo la debacle di South Stream.


COMMENTI
12/09/2015 - Complimenti (Giuseppe Crippa)

Dopo questo articolo Bottarelli merita ad honorem l’ingresso sia nella sezione Politica che nella sezione Esteri del Sussidiario!