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SPY FINANZA/ I dati che "mettono all'angolo" i banchieri centrali

Pubblicazione:martedì 15 settembre 2015

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Bottarelli ricordava le svalutazioni monetarie effettuate dalla Cina in agosto. Una manovra probabilmente disperata per ridare fiato alle proprie esportazioni. Peccato che quella manovra voglia dire prodotti cinesi più economici, quindi abbassamento dei prezzi per noi e quindi morte dell’inflazione; così il piano di Draghi di far ripartire l’inflazione può dirsi abortito sul nascere. Ma questo è tutto tranne che politiche keynesiane. Quindi lasciamo stare Keynes; il problema è il continuo indebitamento privato, che ancora oggi nessuno ha fermato. E non lo vogliono fermare, perché così ci guadagna la speculazione, anche se falliscono gli stati e affamano i popoli.

La questione della sovranità sottende un altro problema cruciale, di cui Bottarelli non parla: il problema del signoraggio bancario. Sono miliardi ogni anno che per la maggior parte finiscono nelle tasche delle banche e non allo Stato. Se lo Stato si stampasse una moneta, avremmo una voce in più tra gli attivi di bilancio e soprattutto lo Stato potrebbe pure pagare tranquillamente il suo debito, magari pure svalutando. Invece col sistema attuale, non solo si tenta di togliere allo Stato ciò che la Costituzione italiana impedirebbe di togliere (perché la sovranità è solo gestita dallo Stato, ma è del popolo, articolo 1), ma si rende il debito impagabile e il sistema finanziario strutturalmente instabile.

Allora la vera alternativa all’attuale delirio finanziario è quel principio di gratuità espresso da Benedetto XVI nella Caritas in Veritate: “Lo sviluppo economico, sociale e politico ha bisogno, se vuole essere autenticamente umano, di fare spazio al principio di gratuità come espressione di fraternità…” (CV, n. 34). E lo Stato è l’unico attore sulla scena internazionale che può stampare moneta senza addebitarla a nessuno, ma con il semplice obiettivo di spenderla, magari per quei servizi sociali che oggi vengono sempre più ridotti solo per mancanza di risorse finanziarie.

“Il reperimento delle risorse, i finanziamenti, la produzione, il consumo e tutte le altre fasi del ciclo economico hanno ineluttabilmente implicazioni morali. Così ogni decisione economica ha una conseguenza di carattere morale. Tutto questo trova conferma anche nelle scienze sociali e nelle tendenze dell’economia contemporanea.” (CV, n. 37). Quando si crea denaro per sostenere i mercati finanziari e poi si chiudono gli ospedali, queste sono scelte anche morali.

O si prende piena coscienza di queste scelte morali, oppure… non c’è un oppure, perché il sistema finanziario attuale (oltre a essere immorale) non funziona. Quindi il risultato è semplicemente l’apocalisse finanziaria. In attesa di quella bellica e nucleare. Spero di no, ma non possiamo nasconderci la realtà. Le guerre finanziarie prima o poi si tramutano in conflitti geopolitici e militari veri e propri, di cui oggi abbiamo fin troppe evidenze. Una volta, secoli fa, la finanza era il luogo di pacificazione, di fine dei conflitti tra creditori e debitori. Oggi dobbiamo ricostruire questo luogo. Iniziando a pregare insieme.



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COMMENTI
15/09/2015 - Spy finanza (delfini paolo)

Interessantissimo articolo.