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Economia e Finanza

MANOVRA/ Imu, Tasi e Irap: il "rischio boomerang" per Renzi

Matteo Renzi (Infophoto)Matteo Renzi (Infophoto)

In questa fase i dati macroeconomici mostrano una ripartenza dei consumi e degli investimenti, cui però fa seguito un aumento del Pil più limitato rispetto a quanto ci si sarebbe potuti aspettare a fronte di una ripartenza della domanda. A registrare un vero e proprio boom sono infatti le importazioni. Questo è indice di quegli stessi processi di globalizzazione che portano a fare outsourcing e offshoring, cioè a spostare sempre più spesso la produzione della parte componentistica fuori dal nostro Paese anziché tenerla nell’indotto.

 

E’ una tendenza europea?

No. A colpire guardando i dati è che il boom delle importazioni che si registra in Italia non si osserva nelle altre parti dell’Europa come in Spagna, Germania, Francia e Regno Unito. Paesi come il nostro non sperimentano un analogo boom delle importazioni, a fronte di una ripresa che è associata a un aumento della domanda.

 

Renzi ha annunciato che l’anno prossimo il debito calerà. Intende dire che ha in mente delle misure taglia debito?

Le privatizzazioni sono contabilizzate già dalla Finanziaria 2014 per contributi pari a circa lo 0,7% del Pil ogni anno. E’ quindi una strada sulla quale bisognerà continuare. Quest’anno sono state poste in essere misure che hanno portato a una parte di questi introiti, e bisognerà procedere in questa direzione. Il premier Renzi ha in mente che un’accelerazione della crescita economica porterà a una riduzione del rapporto debito/Pil rispetto al passato.

 

(Pietro Vernizzi)

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