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LEGGE DI STABILITA'/ Così la Ue può far saltare i piani di Renzi

Pubblicazione:sabato 19 settembre 2015

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“I 27 miliardi di euro della legge di stabilità sono stati indicati dal governo in quanto è convinto che l’Ue concederà anche all’Italia la flessibilità che ha già riconosciuto alla Spagna. Che però l’operazione riesca è ancora tutto da dimostrare”. E’ il commento di Luigi Campiglio, professore di Politica economica all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano. La trattativa è ancora in corso attraverso i canali informali, e finora è stata tenuta segreta. Già l’anno scorso il governo aveva ottenuto una detrazione triennale dello 0,4% per quanto riguarda il rapporto deficit/Pil. Nel negoziato aperto dal ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, sul tavolo c’è un altro 0,4% che tradotto in euro equivale a 7 miliardi. Una cifra che sarà utilizzata innanzitutto per tagliare le tasse sulla casa, oltre che Imu e Irap agricola.

 

Ci sono le coperture per i tagli delle tasse messi in cantiere dal governo?

Da quello che si è capito le coperture dovrebbero essere consentite dal fatto che l’Europa conceda di rimanere entro i limiti del 3%, ma posticipando il pareggio strutturale di bilancio. Se l’economia dovesse crescere sia pure solo di uno 0,1-0,2% in più, anche quello aiuterà. La copertura sarebbe originata da un aumento del disavanzo, ma pur sempre nei limiti dell’Ue. Le manovre in disavanzo sono ciò che ha consentito alla Spagna di respirare in termini di ripresa. Il governo intende tagliare prima le tasse sulla casa e in un secondo momento quelle sul lavoro.

 

E’ la scelta giusta o bisognerebbe fare il contrario?

La situazione dell’economia italiana è a macchia di leopardo. Alcune aree tengono, altre sono in difficoltà, altre ancora crescono. Un clima solido di aspettative sul futuro si deve basare su un certo grado di concretezza. L’austerità nel nostro Paese è stata pagata dalle famiglie, soprattutto quelle più povere. Lo stesso ceto medio ormai è lambito dalle difficoltà economiche. Se si vuole dare un impulso all’economia, la manovra centrale e primaria dovrebbe riguardare le imposte che pagano le famiglie.

 

Attraverso tagli delle tasse sulla casa o di altre imposte?

Una riduzione generalizzata delle tasse sulla casa, anche per patrimoni ingenti, toglie risorse che potrebbero essere utilizzate meglio. Proprio perché l’economia è ancora ai primi vagiti di ripresa, è importante che i soldi disponibili siano utilizzati nella direzione migliore. Vanno ridotte innanzitutto le imposte di chi lavora e di chi ha avuto la sfortuna di perdere il posto, o comunque è in condizioni di necessità.

 

Nel frattempo è spuntato un nuovo tesoretto da 10 miliardi. Svanirà nel nulla come il precedente?


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