BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |

Economia e Finanza

SPY AMERICA/ Janet, Hillary e Carly (Fiorina): quel pasticciaccio di Fed e Casa Bianca

Hillary Clinton (Infophoto)Hillary Clinton (Infophoto)

È un’interpretazione che circola.

 

Se è uno scenario valido, la Fed potrebbe “aspettare e vedere” fino ai primi mesi del 2016, quando inzieranno le primarie, incertissime. Fra i repubblicani c’è il ciclone Trump, fra i democratici Hillary Clinton non sembra affatto incamminata neppure verso una nomination tranquilla.

Sicuramente dietro la “non scelta” del Fomc è percepibile l’assenza di un senso di urgenza a muovere. In teoria il Fomc si è riservato la possibilità di rialzare in qualsiasi momento: anche in ottobre. Ma è vero che tutti ormai guardano almeno a dicembre. Se rimaniamo entro un quadro di input macroeconomici, credo che la Fed continui a non sottovalutare l' incertezza sul lato inflazione. Ma continuo anch’io a domandarmi: quanto questa dipende dai tassi e quanto dall’ innovazione tecnologica?

 

Torniamo ai banchieri centrali. La decisione Fomc è stata preceduta da una presa di posizione non del tutto scontata da parte di Mario Draghi sulla debolezza della ripresa nell’eurozona. Secondo te il presidente della Bce ha “alzato la palla” alla collega della Fed? 

I banchieri centrali lavorano quasi sempre in coordinamento, è giusto che sia così. Certo, nel caso di Draghi e Yellen si nota un interventismo di maggiore dettaglio e con maggiore opinione che nella tradizione. Opinione e dettaglio normalmente fa piacere ritrovarli in organi eletti, non nominati. Sembra un passo indietro della democrazia, un passo avanti di organismi non chiaramente responsabili che insistono nel dichiarare di non avere compiti politici. Le banche centrali stanno diventando organi un po “orwelliani” di garanzia del rispetto delle regole. Garanzia, tuttavia, incapace di critica, quindi tendenzialmente incapace di valutare lè utilità delle regole in essere rispetto all’ ambiente in cui vengono applicate.

 

Se ci fosse una “banca centrale globale” tu a chi l’affideresti?

A Papa Francesco. E non lo dico solo perché sta arrivando qui a New York. Lo dico da gestore professionale: è l’unico che mostra di aver chiari i rapporti fra mezzi e fini in economia.

© Riproduzione Riservata.

COMMENTI
20/09/2015 - Siete d'accordo soltanto voi due (Giuseppe Crippa)

Questo interessante dialogo, che mi piacerebbe si ripetesse in futuro, presenta alcuni punti di convergenza tra i due protagonisti che non so quanto sino condivisibili dai lettori… per esempio che l’establishment della Silicon Valley voti repubblicano quando il comportamento di molte società o istituzioni (vedi Microsoft, Facebook o Mozilla) è chiaramente obamiano o che Draghi – a suo tempo manager di Goldman Sachs International - pensi unicamente agli interessi dell’Europa quando suggerisce alla Yellen esattamente la stessa cosa indicata dal CEO di Goldman Sachs.