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FINANZA E POLITICA/ Le cantonate degli "esperti" che ci lasciano (ancora) in crisi

Uno studio dimostra che negli ultimi 40 anni, le previsioni degli organismi monetari Usa non forniscono segnali utili di politica economica. Il commento di GIUSEPPE PENNISI

Janet Yellen (Infophoto) Janet Yellen (Infophoto)

In un’intervista “a caldo” al quotidiano Avvenire (unica testata cartacea che in questi anni aumenta tiratura e vendite), il Direttore del Dipartimento di Economia dell’Università Bocconi, Donato Masciandaro, sostiene che il Presidente della Federal Reserve Janet Yellen è “un capitano senza bussola”. Non si spiegherebbero, altrimenti, le tre settimane di passione (e di tensioni sui mercati) che hanno comportato costi elevati per tutti, tranne che per quegli speculatori puri che, in linguaggio dipietrano, “l’hanno azzeccata”.

Masciandaro offre varie spiegazioni politico-divulgative, tutte valide, ma non entra nelle ragioni tecniche che a mio avviso possono essere illustrate bene a lettori non specialistici. L’analisi tecnica è in un saggio nell’ultimo numero dell’Oxford Bullettin of Economics and Statistics (Vol. 77, No. 5 pp.655-680) che da tempo è sulla scrivania di Janet Yellen. Contiene un’analisi di un economista francese, Paul Huber, che insegna a Sciences Politiques e fa parte dell’Office Français des Conjunctures Economiques. Il saggio è intitolato “The Infleunce and Policy Signalling Role of Fomc Forecasts” (L’influenza e il ruolo nell’indicare politiche delle previsioni del Federal Open Market Committee, Fomc, l’organo di governo della Federal Reserve, quello che decide, tra l’altro, sui tassi).

Huber studia le previsioni macroeconomiche e finanziarie prodotte dalla Federal Reserve, e su cui si basa il Fomc, da quando sono rese pubbliche, nel 1979. Utilizza, a questo fine, un modello econometrico strutturale con lo scopo di analizzare, in primo luogo, se influenzano le aspettative d’inflazione da parte della società e, in seconda battuta, se comunicano segnali di politica economica.

Alla prima domanda la risposta è positiva: le previsioni Fomc incidono sulle aspettative inflazionistiche; si tratta, però, di un’arma a doppio taglio in quanto, per un processo di causazione circolare, le aspettative inflazionistiche e le previsioni Fomc finiscono per influenzarsi a vicenda. Rendendo la bussola meno affidabile. Lo conferma la seconda parte dello studio: negli ultimi quaranta anni, le previsioni Fomc “informano sui futuri movimenti della Federal Reserve” , ma non forniscono segnali utili di politica economica. Soprattutto i tassi di interesse.


COMMENTI
21/09/2015 - La bussola (Vittorio Cionini)

Non riesco a capacitarmi della persistente tendenza a cercare di prevedere l'evoluzione di fenomeni ormai fuori controllo da parte di chiunque. La Fed ha deciso di non decidere forse per la pratica impossibilità di riuscire a immaginare (prevedere sa troppo di concretezza) le conseguenze di qualsiasi anche minimo spostamento. Niente spiega meglio la situazione del famoso battito d'ali della farfalla.... Purtroppo si tratta di farfalloni da triliardi di dollari che svolazzano vorticosamente in mezzo al ronzio 24/7 di misteriosi server sparsi nel mondo. Speriamo non vada via la corrente.