BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |

ELEZIONI GRECIA/ Sapelli: Atene ci regala la "via di fuga" dall'Europa tedesca

Alexis Tsipras (Infophoto) Alexis Tsipras (Infophoto)

Tsipras ha infatti compiuto il miracolo di riaggregare un blocco sociale ch'era stato ed è ancora massacrato dalla deflazione europea a trazione teutonica, dando a questo larghissimo blocco sociale la speranza  di moderare e infine di superare la politica dell'austerità, passo dopo passo. Bruxelles può star tranquilla e tutti i protagonisti internazionali di un negoziato sul debito che continuerà ora sanno di avere dinanzi un interlocutore fortemente legittimato dal voto popolare.

Per questo Syriza ha rappresentato sin da subito un'alternativa politica credibile e seria nel solco della tradizione socialista pre-blairiana e non massimalista e non anti-europea. La dichiarazione di Pablo Iglesias, leader di Podemos, è stata chiarissima ed esemplare a questo proposito e dimostra che una sinistra  sociale non liberista si sta formando in Europa anche grazie a Syriza. Cambiando la macchina dei partiti europei. Podemos, infatti, sposa completamente la politica riformista di Syriza e indica la via del consolidamento di tale politica.

Alla politica serve la pazienza, parafrasando quel che viene detto all'indimenticabile protagonista de "La guerra è finita" (il compagno comunista interpretato da Yves Montad, che dopo l'assassinio di Julian Grimau garrotato da Franco nel 1964 deve clandestinamente recarsi in Spagna per proclamare uno sciopero generale che fallirà e lo porterà nelle terribili carceri franchiste): "La virtù vera del rivoluzionario è la  pazienza". Questa lezione non l'ha capita Panagiotis Lafazanis, il quale ha provocato la scissione di Syriza: un errore veramente incomprensibile ai vecchi e nuovi rivoluzionari.

© Riproduzione Riservata.