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MANOVRA/ Fortis: da Renzi la vera alternativa al suicidio dell'Europa

Pier Carlo Padoan Pier Carlo Padoan

Invece di seguire il Fiscal Compact, che rappresenta una ricetta per il suicidio, stiamo seguendo una linea mediana di buonsenso che non mi sembra ostacolata nemmeno dalla stessa Commissione Ue. Se l’Italia riuscirà a ottenere un minimo di flessibilità anche per il 2016, pur rimanendo uno dei Paesi più virtuosi dal punto di vista del deficit, avrà dei margini per continuare fare politiche rivolte alla crescita. In Francia del resto la variazione del Pil è stata dello 0% nel secondo trimestre 2015 e secondo Markit potrebbe essere dello 0% anche nel terzo. La risposta di Parigi è stata quella di aumentare la spesa pubblica per cercare di recuperare.

 

Il governo intanto annuncia il taglio di Imu e Tasi. Senza coperture c’è il rischio che ciò si traduca in un aumento delle tasse comunali?

Il governo ha detto in modo netto che i Comuni saranno rimborsati “paro paro” per i minori introiti. Questo significa che la fiscalità generale è coperta centralmente, e non è fatta pesare a livello locale. Ciò probabilmente avverrà sfruttando i margini di manovra in corso di definizione. La Francia del resto ha un rapporto deficit/Pil al 4% e un Pil complessivo pari a 200 miliardi di euro. Uno sforamento dell’1% equivale dunque a 21 miliardi di deficit in più, mentre il governo italiano sta ragionando su 4 miliardi che riguardano l’eliminazione permanente della tassa sulla prima casa.

 

Riusciremo a convincere l’Europa?

Ciò rientra in un discorso più generale, in quanto l’Italia sta dimostrando che se si adotta la sua linea il rapporto debito/Pil si abbassa. Tagliando invece con l’accetta si fanno una serie di vittime tra imprese e famiglie, che poi non investono e non comprano più. Dobbiamo cominciare a fare crescere l’economia senza ammazzare quelli che dovrebbero farla riprendere.

 

(Pietro Vernizzi)

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