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SPY FINANZA/ Caso Volkswagen, il "missile" degli Usa contro l'Europa

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Capito adesso a cosa sono servite e servono le baggianate ecologiste di Al Gore e soci, munificamente sovvenzionate dai Soros di turno? E poi, che strano, il mercato automobilistico più grande al mondo, quello cinese, va in netto rallentamento con taglio drastico delle stime di vendite e il marchio leader in quel Paese, appunto Volkswagen, cade in disgrazia e lascia quote di mercato libere: guarda che a volte le coincidenze sono davvero pazzesche! 

Volkswagen ha sbagliato, non c'è dubbio, ma il fatto che l'intero comparto tremi significa che la sua colpa è stata solo quella di essersi fatta beccare con il sorcio in bocca. Tanto più che se i francesi sovvenzionano e sussidiano il comparto da sempre, quindi sono gli ultimi a dover parlare e starnazzare richieste di indagini a livello europeo, gli americani è meglio che tacciano, visto che Barack Obama ha salvato con soldi pubblici Detroit e ancora oggi le vendite a enti federali e governativi sono le uniche a mantenere in vita il mercato, come ci mostra il grafico a fondo pagina. 

È un attacco all'Europa da parte degli Usa in un momento di enorme crisi globale e alla vigilia di una nuova recessione, cosa che vi dico da mesi e mesi, mentre altri soloni e professori con titoli accademici degni dei megadirettori di Fantozzi parlavano di ripresa e addirittura di boom dell'economia Usa. Gioire per la figuraccia di Volkswagen è suicida, perché colpiscono Berlino per attaccare tutta Europa. 

Se non l'avete capito, siamo in guerra. Usano la Fed, le inchieste, la svalutazione dello yuan, i programmi di stimolo, il dumping salariale: quando decideremo di toglierci i guanti e mollare cazzotti anche noi? Caso strano, ieri all'ora di pranzo il titolo Vokswagen perdeva oltre il 33% rispetto alla chiusura di venerdì scorso: e cosa ha accelerato le vendite? A buttare benzina sul fuoco ci ha pensato, guarda caso, un articolo del Wall Street Journal che sottolineava come i veicoli del gruppo venduti col sistema taroccato per fregare i controlli sarebbero addirittura 11 milioni. Avete idea, se fosse vero, che multa dovrebbe pagare Volkswagen, altro che i 18 miliardi paventati! Sarebbe il fallimento, il crash. E poi, come mai poco meno di un anno fa, Hyundai e Kia erano stato multate per dati non veritieri con un'ammenda di soli 100 milioni di dollari? E badate bene, all'epoca si trattava della più alta sanzione mai comminata per un'infrazione di questo genere. Di più, come mai General Motors per un difetto di fabbricazione che potrebbe essere stato responsabile di 174 morti pagò al Dipartimento della Giustizia Usa solo 900 milioni (e nessun dipendente ebbe condanne penali) di multa? 

Forza Europa, reagisce e sali sul ring. Bisogna combattere, a tutti i costi e con tutti i mezzi. Se serve, anche coi dazi doganali. 

 

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COMMENTI
23/09/2015 - Sali sul ring? (marco pezzi)

Europa sali sul ring? Combatti con dazi doganali??? Come con la Russia per caso??? Certo se vogliamo affossare istantaneamente e definitivamente qualsiasi speranza economica europea. Complimenti...per la miopia.

 
23/09/2015 - rocket è diverso da Crokett (Claudio Baleani)

Confondendo rocket (razzo, missile) con Crokett, patriota americano, il caso Volkswagen diventa una congiura americana. I tedeschi nel 2008 montarono una delle più grandiose speculazioni di borsa della storia facendo capitalizzare un rialzo del titolo Volkswagen in due giorni del 229%. Al centro di questa storia c'era proprio Porsche. I panzer vanno alla conquista del mondo, ma incappano in qualche disavventura? Pazienza.