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STANDARD & POOR’S / Italia fuori dalla recessione: settore bancario in sofferenza

Standard & Poor's giudica l'Italia uscita dalla recessione, anche se la ripresa è ancora lenta e tiepida. Il report dell'agenzia di rating americana valuta lo status della nostra economia

Immagine di archivio (Infophoto) Immagine di archivio (Infophoto)

STANDARD & POOR’S, ITALIA ESCE DALLA RECESSIONE MA RIPRESA TIEPIDA: SETTORE BANCARIO IN SOFFERENZA - Rispetto alle considerazioni promosse oggi da Standard & Poor’s sulla condizione dell'economia dell'Italia, piuttosto importanti dal momento che viene annunciata l'uscita dal rischio recessione del nostro paese, poche sono state le reazioni nel mondo politico ed anche economico a livello nazionale. Certo, l'agenzia di rating americana ha poi anche detto che la nostra crescita è tiepida per una serie di motivazioni che partono dalla mancanza di aumenti nei salari e arrivano alla scarsa vena di investimenti del settore corporate. Eppure la notizia è importante, per di più che il report non arriva dall'esecutivo italiano ma da S&P: rimangono molte ombre comunque, specie nel nostro settore bancario: secondo il report, «il settore bancario italiani rimane vulenrabile e non è in una posizione ideale per sostenere gli investimenti privati». Tutte le categorie secondo l'agenzia di rating, tra cui inesigibili, incagli, scaduti e ristrutturati, e anche nonperforming prestiti (NPL) sono triplicati dal 2007 fino a raggiungere un massimo storico del 24% del PIL nello scorso giugno 2014. Purtroppo rispetto alla media europea, il nostro NPL è più di quattro volte superiore ed è aumentato ad un ritmo molto più veloce. Secondo Standard & Poor’s dunque, se da una parte la nostra economia sta finalmente salendo, dall'altra la strada è molto lunga per tornare a tassi di crescita del PIL semplicemente superiori a 1,5%

STANDARD & POOR’S, ITALIA ESCE DALLA RECESSIONE MA RIPRESA TIEPIDA: CRUCIALI SARANNO ORA GLI INVESTIMENTI - Secondo l'agenzia di rating americana Standard & Poor’s l'Italia sarebbe finalmente fuori dal pericolo recessione, con una ripresa che in questo 2015 sebbene debole e ancora instabile comunque ci proietta verso un futuro più roseo. Secondo il report appositamente dedicato all'Italia e alla sua economia, il nostro valore di mercato sembra diventato appetibile nuovamente come non accadeva dal 2008. Ora però decisivi e cruciali saranno gli investimenti, è questo il consiglio-minaccia che S&P caldeggia sul nostro paese e sul governo Renzi: «ci sono segnali che indicano che le esportazioni italiane iniziano a funzionare ma […] è cruciale tornare sugli investimenti, oltre l'80% delle sofferenze bancarie sono nel settore corporate». Così, netto e deciso, il capo economista Jean-Michel Six: secondo l'agenzia di rating infatti gli anni di declino nella formazione di capitale hanno danneggiato e di molto il potenziale di crescita e la competitività globale dell'economia, per non parlare della mancanza di crescita dei salari che dovrebbe essere il primo fattore di una stabile ripresa economia. Tant'è, segnali positivi ci sono, lavoro da fare ancora moltissimo: ancora luci e ombre sulla nostra economia, ma almeno la predominanza, anche se sottile, è sulla "luminosità".

STANDARD & POOR’S, ITALIA ESCE DALLA RECESSIONE MA RIPRESA TIEPIDA: LE STIME PER IL 2016 - Il giudizio sull'Italia e sulla sua economia da stamattina ha un parere autorevole in più: secondo Standard & Poor’s il nostro Paese è fuori dalla recessione, anche se la ripresa è ben lontana da essere spedita e veloce. Ancora tiepida secondo l'agenzia di rating americana la ripresa della nostra economia, ma i segnali positivi ci sono e nel primo trimestre del 2015 è finalmente ritornata la fiducia dei consumatori italiani negli accordi commerciali e nell'acquisto dei prodotti. Al momento il giudizio di rating di S&P sul merito di credito italiano è fermo a BBB-, con un outlook stabile, ma è dal prossimo pronunciamento del 13 novembre che potremo capire se questi segnali evidenziati oggi dall'agenzia di rating si concretizzeranno in un innalzamento del nostro valore di mercato oppure no. Per il 2016 intanto Standard & Poor’s prevede una crescita del nostro Pil pari a 1,2%, contro l'1,6% stimato dal governo italiano: medesima differenza di vedute, piuttosto normale in questo settore, anche per le stime di questo 2015. La crescita stimata in quest'anno da S&P è 0,7 mentre per l'esecutivo è 0,9%, appena dopo il rialzo di prospettive di crescita sia per questo che per il prossimo anno.

STANDAR & POOR'S, ITALIA ESCE DALLA RECESSIONE MA RIPRESA ANCORA TIEPIDA - Per una volta un report dell'agenzia di rating Standard & Poor's sull'Italia non è negativo anche se conferma le difficoltà ancora presenti: l'Italia è fuori dalla recessione ma non per questo la ripresa è veloce, anzi è ancora troppo tiepida secondo S&P. L'ultimo report dal titolo "Ripresa superficiale dell'Italia", racconta proprio questo: «l'economia italiana sta finalmente uscendo dalla recessione dopo 3 anni e mezzo di contrazione. Tuttavia è probabile che la ripresa sia tiepida a causa della bassa crescita dei salati e dell'alto tasso di disoccupazione che frenano la domanda dei consumatori più che in altri paesi della zona euro». Questo il messaggio importante che l'agenzia di rating americana tra le più incidenti e famose al mondo ha rivolto direttamente all'Italia confermando le luci e le ombre che negli ultimi mesi fuoriescono dalla nostra economia. Si torna a crescere e questo è un fatto, il problema è che siamo ancora troppo lenti: viene lodata da Standard & Poor's la ripresa nel primo trimestre del 2015, con l'economia che è tornata viva: fiducia nelle imprese sta migliorando e le indagini sui consumatori mostrano un livello molto alto di fiducia che addirittura dal 2008 non si vedeva dalle parti delle Bel Paese. Le ombre? La ripresa c'è ma è debole, ancora troppo poco rispetto ai paesi vicini dell'eurozona, riferisce il capo economista Jean-Michel Six. Per quanto riguarda il Pil italiano, se da un lato è tornato a crescere in positivo dello 0,7%, dall'altro è troppo poco rispetto all'1,2% di media dell'eurozona. Il consiglio e la strada vengono già tracciate da S&P che punta tutto sugli investimenti: «Ci sono segnali che indicano che le esportazioni italiane iniziano a funzionare meglio, ma una ripresa sostenibile avrà bisogno di una forte ondata di investimenti».

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