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#CIAOGUFI/ L'annuncio che manca alla festa di Renzi

Pubblicazione:sabato 26 settembre 2015

Matteo Renzi (Infophoto) Matteo Renzi (Infophoto)

È un’affermazione che non condivido in pieno. Nel primo semestre la ripresa del mercato interno, e soprattutto quella di consumi e investimenti, segnala un potenziale effetto positivo degli 80 euro. Assieme a questo c’è anche la componente “ineludibile” legata alle misure della Bce. Ciò che si osserva nei dati è effetto del combinato disposto di questi due fattori.

 

Moody’s ha sottolineato che anziché la Tasi sarebbe meglio tagliare le tasse sulle imprese. Lei che cosa ne pensa?

Intervenire sulle tasse è utile in quanto tale. Soprattutto se lo si fa con un orizzonte triennale che faccia sentire a famiglie e imprese che di qui al 2018 tutte le imposte scenderanno, per un totale di 35 miliardi, includendo quelle su casa, lavoro e redditi d’impresa. Il problema è che finora si sono attuate politiche che toglievano le tasse da un lato e le riallocavano dall’altro, in quanto la spesa pubblica non scendeva mai.

 

Che cosa dovrebbe fare il governo?

Il governo deve mostrare anche che al taglio delle tasse corrisponderà una riduzione della spesa pubblica, ben più ampia e decisa di quella che è stata prefigurata fino a questo momento. Ci sono tre anni di tempo per farlo, ma bisogna annunciare già adesso dove e come si intende intervenire per quanto riguarda il piano di riduzione della spesa. In campo sanitario qualcosa indubbiamente si è cominciato a fare, ed è un esempio del fatto che il governo incomincia a mettere il bisturi nella spesa pubblica.

 

(Pietro Vernizzi)



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