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I NUMERI/ Il "ribaltone" di Fca in Italia

Pubblicazione:sabato 26 settembre 2015

John Elkann (Infophoto) John Elkann (Infophoto)

I governi italiani che si succedono hanno tutti un occhio di riguardo per Fiat, favorendola non soltanto con aiuti economici - e questo è in parte giusto, in tutti i paesi del mondo i governi sostengono e hanno sostenuto lo sviluppo industriale perché questo genera lavoro e occupazione -ma anche favorendone l'acquisizione di marchi importanti che l'hanno portata a essere l'unico produttore italiano. Non solo Alfa Romeo, ma anche Ferrari, Maserati, Innocenti e Lancia.

In nessuno degli altri paesi europei è successa una cosa del genere. Anche chi non ha più marchi nazionali di rilievo continua a produrre per marchi esteri molto di più di quello che viene prodotto in Italia: GB e Spagna si sono tenute in questi ultimi anni attorno ai 2 milioni di automobili prodotte. Da ciò ne consegue, per sommi capi, che i rispettivi settori dell'auto hanno sviluppato un'occupazione ben 5 volte superiore, anche se poi tutto va rapportato agli standard produttivi.

In Italia l'industria dell'auto è regredita di quasi 60 anni: nel 2014 sono state prodotte circa 400mila autovetture, nel 1958 erano 370mila. Per quanto riguarda le immatricolazioni, nel 2014 siamo quasi a 1 milione e 360mila. Rispetto ai 2,5 milioni del 2007 siamo di poco sopra la metà. Nel 1970 se ne contano 1 milione e 364 mila. Anche in questo caso, regrediti a 45 anni fa. Insieme all'industria dell'auto abbiamo perso lavoro, ricchezza e consumi che quell'industria era in grado di produrre; non solo, è cresciuta la spesa: si pensi alla cig e alla gestione in uscita di lavoratori.

Rispetto alla classifica dei produttori di automobili nel mondo, l'Italia ha perso 15 posizioni negli ultimi 15 anni. Senza scomodare i giganti dell'industria dell'auto (Cina, Giappone, Germania, Usa), Romania, Belgio, Polonia, Iran, Slovacchia e Repubblica Ceca - oltre alle già menzionate Spagna e GB - producono più dell'Italia.

A quanto pare, tuttavia, la musica sta cambiando, lo stesso caso Volkswagen potrebbe aprire scenari inediti per l'industria automobilistica nel mondo. E non c'è dubbio che Marchionne ed Elkann sono pronti per effettuare un'ulteriore, e clamorosa, progressione.

 

Twitter @sabella_thinkin



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