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SPY FINANZA/ Una nuova Lehman per "aiutare" la Fed

Janet Yellen (Infophoto) Janet Yellen (Infophoto)

In base alle previsioni, la crescita economica resta solida e le attese per il target dell'inflazione sono confermate. Yellen ha aggiunto che «la maggior parte dei membri del Fomc, me inclusa, ritiene che raggiungere queste condizioni presupponga un iniziale aumento nel costo del denaro verso la fine dell'anno, seguito da un graduale ritmo di restringimento più avanti». E mentre la banca centrale americana sta monitorando i segnali di una crescita più debole all'estero (Cina in primis), Yellen ritiene che questi problemi non siano alla fine tanto gravi da avere un impatto significativo sulle scelte della Fed. 

Balle, ma penso che lo sappiate già, ormai è un mantra che va avanti da oltre sei mesi. Anche perché il discorso della numero uno della Fed era sì di 23 pagine, ma solo una frase contava davvero. Questa: «I tassi federali o altri tassi di interesse nominali non possono andare troppo sotto zero, visto che detenere contante è comunque un'alternativa all'investimento in securities». Cosa vuol dire "troppo"? Quanto è "troppo"? È forse troppo il -0,25%? Oppure il -1%? Oppure ancora il -2,5%? 

Viene da chiederselo, perché sempre giovedì, prima che la Yellen parlasse, l'economista Albert Edwards di Societe Generale aveva avanzato uno scenario che se dovesse avverarsi potrebbe cambiare e non di poco lo scenario globale: ovvero, la Fed sarà costretta ad adottare tassi negativi fino al -5%! Follia? Verrebbe da dire di sì, ma ricordiamoci che stiamo parlando degli Usa pronti a entrare in una nuova recessione, nonostante le vulgate miracolistiche della cosiddetta stampa autorevole. E la riprova ce l'ha offerta sempre giovedì, giornata piena, il gigante dei macchinari Caterpillar, la vera cartina di tornasole dell'economia reale globale. Bene, non solo i dati di vendita sono negativi da 33 mesi consecutivi (tre anni in negativo sono depressione, ben peggio che recessione), ma il colosso americano delle macchine movimento terra ha annunciato anche una ristrutturazione significativa e una serie di azioni per ridurre i costi che potrebbe portare fino a 10mila licenziamenti entro il 2018. 

Da ora alla fine del 2016, gli esuberi saranno 4-5mila, su una forza lavoro totale di 114.233 dipendenti, con l'obiettivo di risparmiare 1,5 miliardi di dollari l'anno. A spingere Caterpillar ai tagli è la crisi dei settori minerario ed energetico tanto che il gruppo ha anche tagliato le stime sui ricavi di quest'anno, aspettandosi ora vendite per 48 miliardi di dollari, 1 miliardo in meno rispetto all'outlook fornito in precedenza. Il 2015 è per Caterpillar il terzo anno consecutivo di ricavi in calo. Dal 2013 Caterpillar ha chiuso o annunciato la chiusura di oltre 20 fabbriche e l'azienda ha anche ridotto la forza lavoro di oltre 3mila persone da metà 2012. Ma l'America è in ripresa e anche il mondo lo è grazie agli Usa e a quel fenomeno di Obama! 

Ma veniamo alla terza banca centrale, la nostra, la quale sempre giovedì ha assegnato 15,548 miliardi di euro a 88 banche nella quinta operazione di finanziamento a lungo termine finalizzata a far ripartire il credito all'economia reale. Bene, direte voi. Mica tanto, visto che l'importo è decisamente sotto le attese raccolte da Reuters in un sondaggio tra gli operatori di mercato: 50 miliardi di euro. Segno che le aste Tltro sono oramai diventate secondarie al programma di Quantitative easing lanciato dalla Bce lo scorso marzo, anche se la cifra assegnata va ad aggiungersi ai 385 miliardi di fondi a basso costo erogati dalla Bce a partire da settembre dello scorso anno agli istituti di credito europei. Stando ai dati raccolti da Reuters, le principali banche italiane hanno partecipato all'operazione aggiudicandosi fondi per meno di 3 miliardi di euro, dopo essersi aggiudicate tramite le precedenti quattro Tltro 111 miliardi, 17,5 miliardi nella sola Tltro di giugno su 74 miliardi assegnati.