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SPY FINANZA/ Una nuova Lehman per "aiutare" la Fed

Pubblicazione:sabato 26 settembre 2015

Janet Yellen (Infophoto) Janet Yellen (Infophoto)

Non è un bel segnale, non tanto perché il Qe pare diventato il core business delle banche (lo si sapeva fin dall'inizio), ma perché quando non prendi soldi direttamente dalla Bce a quel tasso ridicolo è solo per un motivo: non sai se riuscirai a ridarli in tempo e l'Eurotower è creditore privilegiato, non aspetta. Se non paghi, sei nei guai seri. Una situazione, quest'ultima, che stanno vivendo in Borsa due colossi degli investimenti, il Fondo sovrano del Qatar e quello della Norvegia (Norges Bank), travolti dallo scandalo Volkswagen e dal crollo del gruppo minerario Glencore. Stando ai calcoli fatti da Bloomberg, le perdite nelle prime 48 ore dall'avvio della bufera su Vw (lunedì e martedì scorso) e il contemporaneo scivolamento a Londra di Glencore, sarebbero ammontate a diversi miliardi di dollari. 

Il fondo sovrano del Qatar rischia di aver perso 4,6 miliardi di dollari in azioni VW Sg e in Glencore Plc. Il fondo arabo, fra l'altro, è da qualche mese il proprietario dell'intero complesso di Porta Nuova a Milano (un valore immobiliare stimato in oltre 2 miliardi di euro), mentre Norges Bank detiene rispettivamente il 2% delle azioni ordinarie VW e l'1,7% di Glencore e in Italia controlla il 2,145% di Unicredit e il 2,091% di Intesa SanPaolo, ma ha acquistato anche azioni di Mps, del Banco Popolare e di molte blue chip di Piazza Affari. 

Qatar Investment Authority, il maggior detentore delle azioni privilegiate VW col 13% e il terzo maggior azionista delle azioni ordinarie (17%), ha visto evaporare 3,8 miliardi di euro a causa dello scandalo che sta travolgendo il gruppo automobilistico tedesco. Qia è inoltre il maggior investitore di Glencore (8,2%) e la sua partecipazione ha perso qui 231 milioni di sterline. VW e Glencore hanno perso oltre il 15% nei primi due giorni della settimana, le performance peggiori fra i gruppi europei. Ma cos'è Glencore? È un colosso anglo-australiano delle materie prime, soggetto che più degli altri sta soffrendo molto il calo persistente di tutto il settore delle commodities a causa del rallentamento dell'economia cinese. 

Bene, vi lascio con questo nome e con questo grafico, se ne avete voglia approfondite nel weekend, perché a mio modo di vedere proprio Glencore sarà l'agnello sacrificale per arrivare al Qe4, la Lehman Brothers delle materie prime che toglierà dall'impasse la Fed. Il grafico ci mostra infatti il credit default swap di Glencore, a livelli da paura che non si vedevano dal gennaio del 2012. Ma ciò che è peggio è che l'azienda ha subito un downgrade da investment grade a "junk", spazzatura e al di là delle miniere, tutti sanno che Glencore è soprattutto il più grande commodity desk del mondo. E cosa potrebbe succedere? Una cascata di liquidazioni di collaterale e il congelamento della controparte nel momento stesso in cui il mondo si ricorderà, rinsavendo per un attimo, che c'è una notevole differenza tra una commodity reale e re-ipotecata e catene di re-ipotecazione di collaterale che sono forti e resistenti soltanto come la controparte più debole! 

Boom! Proprio come Lehman, stesso giochino. Ricordatevi questo nome, Glencore. L'agnello sacrificale. 

 



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