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FINANZA/ Le notizie da "brividi" su Deutsche Bank

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E proprio questa ricerca spasmodica di profitti ha prodotto tutti i guasti che abbiamo sotto gli occhi. La corruzione tedesca è solo l’ultimo di una serie di malfunzionamenti che non smettono di inquinare il “libero mercato”, quella sorta di paradiso terrestre in cui tutti dovevano stare meglio. Invece si è trasformato in un vero e proprio incubo, dal quale non riusciamo a svegliarci. E probabilmente quando ci sveglieremo sarà troppo tardi; già oggi è troppo tardi.

C’è una notizia in particolare che mi ha fatto rabbrividire. Non è una notizia nuova, ma mi era sfuggita e l’ho scoperta solo nei giorni scorsi. Si tratta del licenziamento del Ceo di Deutsche Bank, l’indiano Anshu Jain, avvenuta prima dell’estate. Eppure poco prima gli erano stati assegnati poteri straordinari, in virtù della sua particolare esperienza negli investimenti a rischio. Un’attività di cui il colosso bancario tedesco aveva evidentemente bisogno, vista la sua pazzesca esposizione in derivati.

Occorre infatti ricordare che la banca tedesca detiene derivati per oltre 70 mila miliardi di dollari. Per fare un paragone, il Pil della Germania è intorno ai 4 mila miliardi. Il crollo della banca tedesca di fatto spazzerebbe via l’intera finanza mondiale. E non tanto per il danno finanziario diretto, ma per la sfiducia indotta. Se infatti può crollare un tale colosso bancario, quale altra banca potrà dirsi al sicuro?

Tutti abbiamo presente il crollo e il fallimento della Lehman Brothers. Un evento che ci venne spacciato come improvviso. Ma in realtà non fu così. Mesi prima uscirono articoli di giornali autorevoli che parlavano delle gravi difficoltà finanziare della Lehman. E poi uscì la notizia che la banca avrebbe licenziato migliaia di dipendenti “per ottimizzare i costi e migliorare i servizi”, dissero. E abbiamo visto com’è finita.

Ora abbiamo la notizia, dopo il licenziamento del Ceo indiano, che la Deutsche Bank licenzierà 23 mila dipendenti, un quarto della forza lavoro. E questo avviene dopo importanti perdite sui derivati e dopo che, negli ultimi due anni, la banca tedesca ha pagato circa 9 miliardi in multe varie per le proprie attività truffaldine, tra le quali ricordiamo la gigantesca truffa sulla manipolazione del tasso Euribor. E non è finita, altre indagini sono in corso e chissà cos’altro verrà fuori.

Mettiamoci pure le difficoltà palesi dell’economia cinese, certificata non tanto dalla minore crescita del Pil (chissà quanto truccato), ma dal crollo degli acquisti delle materie prime. Ci aspetta un autunno davvero imprevedibile, e non per il meglio.

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COMMENTI
12/10/2015 - 70 mila miliardi (Giovanni Passali)

http://www.zerohedge.com/news/2014-04-28/elephant-room-deutsche-banks-75-trillion-derivatives-20-times-greater-german-gdp Questo è il link, 75 trilioni, cioè 75000 bilioni, cioè 75 milioni di milioni di dollari. All'incirca pari al pil del mondo.

 
30/09/2015 - Approfondiamo? (angelo brignoli)

Consiglio di leggere questo articolo, il quale spiega più esaurientemente in cosa consiste il problema derivati della banca tedesca. Il dato 70.000 di per sè non dice nulla, ma l'analisi fatta da Bottarelli evidenzia quali siano le componenti di rischio dell'esposizione ai derivati. Sebbene datato 15 giugno 2015, i dati non sono variati di molto... Sempre di rischio si sta parlando. Cordiali Saluti

 
29/09/2015 - MA E' SICURO ?????? (antonio beltrani)

PARLA DI BUCO DEUTSCHE BANK DI 70.000 MILIARDI DI DOLLARI ????? MI SEMBRA UNA CIFRA NEANCHE IPOTIZZABILE !!!! LEHMANN BROTHER E' SALTATA CON UN BUCO DI CIRCA 600 MILIARDI DI DOLLARI !!!!! CONFERMI LA CIFRA O INSERISCA PER CORTESIA UNA ERRATA CORRIGE --- I NERVI SALTANO PER MOLTO MENO !!!!