BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |

SPY FINANZA/ Dalla Cina la "leva" per una nuova crisi

Infophoto Infophoto

A meno che la Fed non decida di stampare ancora e questa volta in versione Bernanke, ovvero lanciando letteralmente centinaia di miliardi dall’elicottero per cercare di spegnere la sete insaziabile del mercato. Tanto più che se da un lato inizialmente il moltiplicatore del credito dei mercati emergenti è stato molto maggiore di quelli sviluppati, ora stiamo vivendo una situazione che vede quell’effetto già in sparizione dai mercati, quindi di fatto facendo venire a mancare giorno dopo giorno un supporto ai corsi degli indici.

Capite perché la situazione cinese è così importante? Chissenefrega dello Shanghai Composite e di chi rischia di perdere tutto in quel casinò indecente, qui la questione è un’altra. Le cosiddette “Big 4” - Fed, Bank of Japan, Bce e Bank of England - nel tentativo di rimpiazzare la creazione di credito venuta a mancare da parte delle banche commerciali dall’inizio della crisi hanno portato i loro bilanci congiunti a salire fino a poco meno di 10 triliardi di dollari. Il problema è che solo negli ultimi cinque anni, gli assets delle banche cinesi (e quindi anche le liabilities che questi implicano) sono arrivati a qualcosa come 15 triliardi di dollari, portando il totale a 24 triliardi. Insomma, la Cina da sola ha espanso il suo stato patrimoniale del 50% in più rispetto a quanto fatto dalle altre quattro Banche centrali insieme!

Cosa accadrà sui mercati se davvero la Cina dovrà compiere deleverage per contrastare i cali di mercato e sostenere la svalutazione dello yuan, anche vendendo riserve valutarie e titoli di Stato Usa? Attenti al margin debt nelle prossime settimane, potrebbe essere il canarino nella miniera di carbone. 

© Riproduzione Riservata.