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Economia e Finanza

FINANZA E POLITICA/ I “buchi” nella manovra del Governo

Renzi e Padoan (Infophoto)Renzi e Padoan (Infophoto)

Il debito aumenterebbe sicuramente, mentre il rapporto debito/Pil dipende dall’andamento del Prodotto interno lordo. L’impatto sul Pil però è modesto, perché una parte importante dell’incremento dei consumi va a beni d’importazione. Noi stiamo quindi facendo un regalo agli altri Paesi europei.

 

Che cosa bisognerebbe fare per evitarlo?

Nel momento in cui il Pil riprende a crescere, bisognerebbe aggiustare i conti pubblici come insegna il buonsenso. Bisogna quindi evitare di fare ulteriore deficit, ipotizzando un programma di riduzione del debito. È questo che si fa quando le cose incominciano ad andare meglio. Altrimenti si è costretti, come è già accaduto in passato, a fare questi aggiustamenti quando le cose vanno male, e a quel punto diventano infinitamente più dolorosi.

 

Tagliando il debito si rischia di stroncare sul nascere una crescita ancora fragile?

Stiamo parlando di non fare ulteriore disavanzo rispetto agli impegni presi con l’Europa. È questione di quattro decimi di punto, e l’impatto sul Pil di questo sforamento dello 0,4% produce un beneficio dello 0,2%. È una cosa ridicola e non si capisce perché la si faccia.

 

Secondo lei perché?

Perché è sempre più evidente che il governo è in enorme difficoltà per quanto riguarda il taglio della spesa.

 

Da dove nasce questa difficoltà?

Dal fatto che il taglio della spesa comporta dei costi politici che nessun governo vuole sopportare, e purtroppo non li vuole sopportare nemmeno un governo come questo, che invece su altri fronti sembra molto deciso.

 

(Pietro Vernizzi)

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