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Economia e Finanza

FINANZA/ Deaglio: Draghi "aiuta" la speculazione e allontana la ripresa

Mario Draghi Mario Draghi

Questa è un’esagerazione, la ricetta della Bce è un tentativo di trovare una soluzione. Un tentativo che finora però ha portato a risultati inferiori alle attese. 

 

L’Eurotower ieri ha annunciato che continuerà a fare la stessa cura sperando che poi le cose vadano meglio. Secondo lei bisogna continuare con questa cura o ce ne possono essere delle altre?

Sul piano monetario c’è poco altro da fare. L’alternativa è una cura molto pesante che implicherebbe una diversa distribuzione di redditi e ricchezza e una maggiore presenza pubblica nell’economia. Per tornare alla metafora di prima, l’alternativa è tra lasciare il malato attaccato all’ossigeno e operarlo. Solo che non vogliamo fare l’operazione perché ci fa paura.

 

In che cosa consisterebbe l’operazione?

In una diversa struttura fiscale con imposte disegnate in modo differente, basate su aliquote molto più progressive per andare a colpire quelle rendite finanziarie che in larga misura riescono a sfuggire alla tassazione. Andrebbe inoltre reintrodotto anche qualche controllo di capitale, cosa che nessuno vuole. In questo modo si metterebbero dei soldi nelle mani di quanti ne hanno pochi: queste persone spenderebbero e la domanda aumenterebbe.

 

Negli anni 80 e 90 per fare ripartire l’economia si detassavano i ricchi. Perché oggi si dovrebbe fare l’esatto contrario?

Stiamo constatando che se stampiamo moneta e la diamo ai più ricchi, questi ultimi non fanno investimenti ma speculazione. E’ ciò che sta avvenendo dal 2008. I tre quantitative easing fatti negli Usa non hanno prodotto un vero risultato. Sono cioè rimasti nelle mani del mondo finanziario senza affluire all’economia. La finanza fa dei prodotti sempre più sofisticati, ma all’impresa che ha bisogno di credito non resta quasi nulla.

 

(Pietro Vernizzi)

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