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SPY FINANZA/ Anche gli Usa frenano e l'occupazione spaventa la Fed

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Barack Obama (Infophoto)  Barack Obama (Infophoto)

Insomma, non proprio un mercato del lavoro che grida ripresa. Forse, anche a causa della sua composizione, visto che la ECRI ci dimostra con questo grafico

che la bassa disoccupazione sbandierata come un successo dalla Fed potrebbe non significare pressoché nulla, visto che la cosiddetta ripresa è stata garantita in maniera sproporzionata da lavoro sotto pagato e da lavoratori con bassa educazione. Insomma, la stagnazione della crescita salariale nominale che gli Usa stanno vivendo sarebbe anche frutto della cosiddetta ratio occupazione/educazione (E/P), visto che dal 2011, la metrica di chi aveva una ratio inferiore all'educazione da liceo ha riguadagnato i due terzi delle sue perdite da recessione (la linea arancione nel grafico). Mentre invece, per quanto riguarda chi ha una ratio E/P di educazione superiore o laurea (ovvero 8 americani adulti su 9), è rimasta fissa dov’era da tre anni a questa parte (la linea violetta nel grafico). Insomma, dai dati reali dell'America reale si desume che un aumento dei tassi non sarebbe proprio una bella idea.

Il problema è che con la Cina e gli altri mercati emergenti che drenano riserve per stabilizzare le loro valute e tamponare i deficit da mancato introito di export, al netto di enormi stock di debito denominati in dollari, la Fed non può fare altro che operare un nuovo QE, il quarto dal 2009, oltre a "Operation Twist". E per farlo senza perdere faccia e credibilità del tutto, ha bisogno di un'emergenza, ha bisogno di spaventare la gente, ha bisogno di crolli azionari controllati se non creati ad arte. Per questo, temo, potrebbe arrivare all'azzardo di alzare davvero i tassi tra dieci giorni. Se non lo farà, però, state certi che un altro "Black Monday" è alle porte, perché senza una nuova iniezione di metadone di Stato, il mercato verrebbe giù veramente, a partire dal mercato obbligazionario, sovrano e non. Siamo a uno snodo storico, viviamolo con attenzione. E speriamo di poterlo raccontare ai nipoti, dicendo che la Fed ancora una volta è riuscita a evitare l'Armageddon. Ma spostandolo solo più avanti, però, perché l'eccesso di debito non si cura con altro debito. Mai.



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COMMENTI
06/09/2015 - Condivido. (Paolo Triberti)

Leggo i suoi articoli da molto tempo, e devo dire che non sono sempre d'accordo con lei, ma, in questo caso, condivido in pieno la sua tesi; anzi ho consigliato i suoi articoli anche ai lettori del mio blog: www.blogbianco.it. Mi permetto di farle un solo appunto, mi piacerebbe trovare negli articoli maggiori dettagli riguardo alle fonti dei grafici e delle notizie che lei riporta, sarebbe utile. Complimenti e cordiali saluti. Paolo Triberti www.blogbianco.it