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Economia e Finanza

FINANZA/ Tasse e ripresa, la ricetta di Renzi non funziona

La ripresina in corso non è sostenuta né buona nella sua composizione e tanto meno capace di creare posti di lavoro a sufficienza. Ecco cosa Renzi dovrebbe fare. STEFANO CINGOLANI

Pier Carlo Padoan, ministro dell'Economia (Infophoto)Pier Carlo Padoan, ministro dell'Economia (Infophoto)

"Serve una crescita più sostenuta, migliore nella sua composizione, capace di creare nuova occupazione": così parlò Pier Carlo Padoan ad Ankara, venerdì 4 settembre, introducendo il seminario del G20 su tecnologia e lavoro. Come non sottoscrivere le sue affermazioni, parola per parola? Il ministro dell'Economia si riferiva in generale all'economia mondiale, il ragionamento vale ancora di più se letto con le lenti italiane. Perché la ripresina in corso secondo gli ultimi dati Istat non è sostenuta né buona nella sua composizione e tanto meno capace di creare posti di lavoro a sufficienza. E' vero che il tasso di disoccupazione è sceso al 12%, ma siccome cala anche il tasso di occupazione (già troppo basso) vuol dire che il fenomeno positivo (cioè la trasformazione in stabili di impieghi finora precari, grazie agli incentivi del governo) è spiazzata dal fenomeno negativo (gli scoraggiati, chi lascia del tutto il mercato del lavoro non per vivere di rendita, ma di sotterfugi). 

Non solo. Quel che ha detto giovedì scorso Mario Draghi ha aggiunto nuove ombre perché la Bce ha abbassato le proprie stime sulla crescita nella zona euro, sia sul prodotto lordo in termini reali sia sui prezzi, paventando un'inflazione sotto zero nei prossimi mesi. La macchina europea non parte, quella cinese rallenta, quella americana non è in grado di trascinare l'intera economia mondiale. E l'Italia che finora si è rimessa in moto, sia pur lentamente, grazie alle esportazioni, a questo punto deve aumentare la domanda interna per investimenti e per consumi. 

Nei primi sei mesi di quest'anno, la crescita dei consumi è stata modesta, peggio ancora quella degli investimenti, il contributo della domanda pubblica è rimasto attorno allo zero, sono aumentate soprattutto le esportazioni. Rispetto ad altre recenti riprese, come quella del 2006 (in piena moneta unica, ma prima della grande recessione) e a quella del 2000 (quindi in era pre-euro) salta agli occhi la differenza con la dinamica degli investimenti, in entrambi i casi superiore all'1%. Questa volta c'è stato un rimbalzo per ricostituire le scorte, seguito poi da un rallentamento nel secondo trimestre. Anche i consumi privati crescono meno rispetto ai due cicli precedenti, seppur sostanzialmente in linea con il Pil. I sostegni del governo, soprattutto gli 80 euro, sono serviti a pagare le rate dei mutui e i consumi alimentari. Su questo coincidono nella sostanza sia l'indagine della Banca d'Italia sia quella condotta per la lavoce.info da Stefano Gagliarducci e Luigi Guiso. Sono effetti positivi, senza dubbio, anche se di breve periodo. Infatti non ci sono state ricadute consistenti sull'acquisto di beni durevoli o sul risparmio. 

Ciò dimostra che la riduzione delle imposte, anche in presenza di un contenimento della spesa pubblica, ha un effetto positivo sulla congiuntura. Ma dice anche che l'entità della riduzione è ancora insufficiente a dare un impulso forte alla crescita. 


COMMENTI
06/09/2015 - Africani e famiglia (fabio sansonna)

Non solo, per finire sulla Boschi e Renzi, ma gli africani arrivano qui con un solo punto fermo rimasto nella loro vita: la famiglia. E arrivano qui trovando Boschi e Renzi, la fatina e mago Zurlì, che insistono su presunte priorità come le leggi sulle unioni civili che contraddicono il valore rimasto nella loro vita, la famiglia. Accogliere non vuol dire sbattere in una tendopoli, ma adattare le leggi e la società alle esigenze e ai valori di chi si accoglie. Questo di Boschi e Renzi è il peggior saluto di benvenuto che gli africani possano ricevere in Italia.

 
06/09/2015 - Renzi , Boschi e i migranti (fabio sansonna)

Il ministro Boschi ieri ha promesso la legge delle unioni civili entro metà ottobre, e con quel suo fare da fata turchina, lasciava intendere che lei è tanto buona, ma ci sono dei cattivoni che potrebbero fare ostruzionismo impedendole di essere buona come la Fatina di Collodi... Sosteneva poi che bisogno essere moderni e in linea con l'Europa. 1) non si capisce in base a quale legge un qualsiasi cittadino oggi dovrebbe dire di preferire la civiltà moderna a qualsiasi altra società del passato, viste le gravi criticità a cui ci hanno portato la cultura e la civiltà moderna (leggi enciclica del Papa Laudato si'). Essere moderni è obbligatorio per essere cittadini italiani e da quando? 2) a proposito di Europa, forse la ministra era ancora in vacanza, c'è stato di recente un dibattito sulle scuole paritarie e questa è una priorità di allineamento con l'Europa da decenni, di cui nessuno vuol parlare. In Europa le scuole paritarie sono sostenute parzialmente o totalmente (vedi Olanda al 100% dallo Stato: vogliamo parlarne di non esser più il fanalino di coda in Europa? Non solo: oggi il Sussidiario riporta che in Italia non c'è lavoro, tanto meno per i migranti, in Germania e Francia sì, e quindi i siriani dicono esplicitamente quel che gli africani dicono da anni: in Italia non ci andiamo, o per lo meno non ci restiamo. Vogliamo essere in linea con l'Europa?