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Economia e Finanza

SCENARIO/ Sapelli: la nuova "recessione" dietro il silenzio dei banchieri centrali

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Nel frattempo Putin invia soldati e carri armati in Siria per difendere Assad e lo fa annunciandolo a un Occidente a cui la Russia pare non più appartenere. Un Occidente, del resto, che neppure dinanzi alla distruzione delle meraviglie del passato non arabo e non islamico di Palmira e di altri tesori sembra svegliarsi da un lungo sonno. Del resto montagne di cadaveri non hanno svegliato nessuno e il sonno dei banchieri centrali altro non è che il riflesso dell'inerzia, della viltà della crisi di rappresentanza e di direzione universalistica di tutte le classi dirigenti dell'Occidente. Noi italiani questa litania la recitiamo da anni: "E' un problema di classe dirigente".

Ma che dire dell'Europa, del mondo? Dal Bosforo e dalla Siria il verdetto è terribile e impietoso, l'Occidente decade perché non ha Maestri, non ha una guida, non ha volontà di combattere e di riaffermare la sua cultura e la sua fede.

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COMMENTI
08/09/2015 - e allora? (Claudio Baleani)

Scenari oscuri e anzi terribili. E allora? Intanto che ce lo dicono senza cercare di diffondere il panico vorrei proporre una tesi per spiegare come mai, nonostante il quantitative easing, l'inflazione non cresce. Per molti anni abbiano dedicato e impiegato i nostri risparmi nell'acquisto di debito pubblico, sottraendo risorse agli investimenti. Oggi si vuol fare il contrario facendo in modo che l'acquisto del debito pubblico sia fatto dalla BCE. Ovviamente non basta. E' necessario che le quote di risparmio vengano poi investite altrimenti l'attività economica non riparte. Acquistare titoli di stato con iniezione monetaria dal punto di vista del flottante è una operazione neutra, incapace di aumentare l'inflazione perché aumenta la massa, ma sottrae titoli al mercato, che parimenti è massa. L'economia non riparte anche per un altro motivo. La BCE non ha detto che i soldi non li rivuole indietro e dunque si resta sempre sul chi va là. Secondo me per porre rimedio agli errori del passato non c'è rimedio se non un atto assolutorio: i debiti dello Stato non si pagano più. Lo sappiamo tutti che è così. Ora bisognerebbe pure dirlo.