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Economia e Finanza

SPY FINANZA/ Il buco nero della Borsa cinese fra bolle e debiti sommersi

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Insomma, il governo cinese ha creato un'economia basata sul rischio finanziario e ora sta cercando di ristrutturare quel debito attraverso l'allentamento monetario. Ma questo a cosa porta? Lo abbiamo già visto la scorsa settimana ma ora abbiamo dati freschi: la Cina non sta stampando nuova moneta dal nulla come la Fed per difendere la valutazione dello yuan, sta mettendo mano alle riserve valutarie, un qualcosa che ha implicazioni dirette per moltissimi componenti del mercato, per la liquidità globale e per la politica monetaria stessa degli Usa. E i mercati stanno cominciando a innervosirsi, perché si chiedono quanto davvero la Cina stia mettendo in campo a livello di liquidazione di assets Usa e per quanto ancora andrà avanti.

Proprio ieri sono arrivati dati ufficiali da Pechino, dai quali scopriamo che nel solo mese di agosto la Banca del popolo ha liquidato Treasuries Usa per un controvalore di 94 miliardi di dollari ma Goldman Sachs ha immediatamente reso noto che, stando a suoi calcoli, il valore reale sarebbe di 115 miliardi di dollari. Qualsiasi sia la cifra, fa paura. Deve cominciare a farla, perché se dopo aver perso il riciclo di biglietti verdi nel sistema finanziario dal surplus di export dei Paesi produttori di petrolio, gli Usa vedessero liquidare anche i loro assets - soprattutto, il loro debito - detenuti dal loro primo creditore, dove andranno a finire i rendimenti su quella carta? E, soprattutto, chi la comprerà, se non la Fed costretta a un QE4? Inoltre, se la PBOC continua a liquidare a questa velocità e con questi volumi, dovrà tagliare pesantemente i requisiti di riserva per la banche - le quali sono già oggi nelle condizioni che vi ho appena descritto - e dar vita a operazioni di finanziamento repo a sette giorni per miliardi e miliardi, affinché sia garantita liquidità al mercato e si evitino dei grippaggi. Inoltre, tocca sempre ricordare come la Cina non sia l'unica nazione impegnata in una liquidazione di assets Usa: se per caso gli altri mercati emergenti seguiranno l'esempio di Pechino e si metterà mano in maniera combinata al totale di 7,5 triliardi di dollari di riserve degli emergenti, la gran parte in Treasuries Usa, cosa succederà? Anche perché viviamo in un mondo di totale illiquidità del mercato dei titoli di Stato statunitensi e con le banche centrali che, grazie alle manovre di stimolo, già detengono oltre il 30% dei titoli decennali equivalenti (la Banca centrale giapponese arriverà al 60% entro il 2018)? L'off-setting sui rendimenti sarà garantito dall'ennesima grande rotazione da titoli azionari a bonds? E cosa accadrà agli indici equities in quel caso, a meno di un QE4 della Fed?