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Economia e Finanza

FINANZA/ Le "bombe" sui mercati dimenticate da tutti

Mentre il mondo si preoccupa della Cina o del debito dei paesi come la Grecia o l'Italia, GIOVANNI PASSALI ricorda che c’è un’immane massa di derivati sui mercati

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Purtroppo i tristi presagi evidenziati nello scorso articolo continuano a moltiplicarsi. Il mondo si sta avvicinando a grandi passi verso una crisi economica e finanziaria sistemica. Una crisi spaventosa, che fa pensare che il giornalista Ambrose Evans Pritchard avesse ragione, in un suo articolo all’inizio di questa crisi, quando affermò che sarà di tale portata che al confronto quella della Grande Depressione del ‘29 sembrerà una passeggiata nel parco (“look like a walk in the park”). Il grosso problema è sempre lì: 4 milioni di miliardi di derivati che sono pronti a esplodere e a polverizzare l’intero sistema finanziario e bancario mondiale. E non solo il sistema bancario ha permesso e favorito la crescita di un simile mostro, ma dallo scoppio della crisi nessuno ha fatto niente per risolvere la questione.

Occorrerebbe un accordo internazionale, una sorta di moratoria che congeli tali derivati e produca le risorse finanziarie per la ripresa dell’economia reale. Ma proprio qui è il punto dolente. I poteri forti, quelli che hanno in pancia i derivati e finora ci hanno guadagnato, vogliono continuare a guadagnarci e a far pagare a noi il conto, tramite il lavoro ormai tramutato in schiavitù. E così, per tenerci buoni, si inventano il problema del debito degli stati. Ma se quello è il problema, con un debito che è una o due volte il Pil (133% per l’Italia), come mai non è un problema circa 50-60 volte il Pil del mondo del volume dei derivati?

E siccome il vero problema è una guerra tra bande finanziarie, le guerre si sono già scatenate e gli eserciti reali sono già sul terreno e continuano ad armarsi. Con il silenzio complice dei media televisivi, impegnati a svelarvi le veline e le sveline (le veline svestite) o gli scandalucci nostrani. Ci si scandalizza e si fanno gli appostamenti se un politico sembra avere una storia con un’attricetta, ma nessuno vi dice dello scandalo pedofilia, che in Gran Bretagna a partire dal defunto Seville della Bbc (e coperto per oltre trent’anni da tutti) ora sembra coinvolgere mezzo parlamento inglese. Vi raccontano della Grecia sprecona che ora deve pagare il conto, ma nessuno vi ha raccontato dei mille carri armati Leopard2 acquistati dalla Grecia e prodotti e venduti dalla Germania (Paese che ne avrà poco più di trecento). Il problema è il debito greco al 180% del Pil, non i derivati della Deusche Bank pari a 5 volte il Pil tedesco. E nessuno vi racconta della più grande esercitazione militare Nato, in atto in questi giorni tra Romania e Bulgaria, sotto il naso delle frontiere russe, per provocazione e risposta della più grande esercitazione militare congiunta nel Pacifico con Russia e Cina.

Venti di guerra, questa è la soluzione dei poteri finanziari che vogliono scaricare il conto delle loro folli speculazioni finanziarie sugli stati e sui popoli. Una guerra che è già iniziata sul fronte finanziario. E non mi riferisco tanto alla svalutazione cinese, ma alla massiccia vendita di titoli di stato Usa da parte di Pechino, sia ufficialmente e nascostamente, attraverso i fondi di origine cinese che hanno operato tramite la borsa belga. Questo è il bello della globalizzazione, con il computer puoi agire ovunque e colpire ovunque.