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SPILLO/ UniCredit rimandata a novembre in Piazza Affari

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Federico Ghizzoni (Infophoto)  Federico Ghizzoni (Infophoto)

Le tensioni attorno al gruppo erano peraltro iniziate ancora in primavera, al di sopra della testa del Ceo. La Fondazione CariVerona (tuttora socio rilevante con più del 3%) ha deciso sotto assemblea di concludere dopo 17 anni la sua esperienza di “azionista fondatore” di UniCredit. Nessun strappo dietro la rinuncia volontaria alla vicepresidenza vicaria e alla rappresentanza in consiglio, ma la presa di distanze è stata oggettiva: e non ha certo aiutato all’assestamento degli assetti proprietari e di governance. La presidenza rimane solidamente “tedesca” nella figura di Giuseppe Vita, già presidente della Schering e di Deutsche Bank Italia. Fra i vicepresidenti sono stati confermati Luca Cordero di Montezemolo (oggi presidente di Alitalia, in rappresentanza del fondo Al Aabar) e Fabrizio Palenzona: rappresentante-veterano della Fondazione Crt, tuttavia da qualche tempo più defilato al vertice degli Aeroporti di Roma). Nel cda neppure la presenza di Alessandro Caltagirone, figlio di Francesco Gaetano – cancella d'altronde l’impressione di una compagine proprietaria e di una directorship alla fine  eterogenee: dove – al netto del presidio di Vita per conto dell’Azienda-Germania – non sembra individuabili reali soggetti-guida.

Ghizzoni ha dato ora appuntamento a tutti per novembre per il nuovo masterplan. Quando preannunci di tagli e semi-smentite non basteranno più.



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