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SPY FINANZA/ La Cina allunga le sue "ombre" sui mercati in bilico

Secondo gli esperti, la Banca centrale europea si appresta ad estendere il programma Qe: ma chi fornirà all'Eurotower i bond necessari per comprare per 60 miliardi al mese? MAURO BOTTARELLI

Mario Draghi (Infophoto) Mario Draghi (Infophoto)

Guardate questo grafico:

ci mostra le perdite delle Borse mondiali dal 14 giugno scorso. Come vedete, la Cina ha bruciato qualcosa come 5 triliardi di dollari di capitalizzazione, a fronte di un intervento statale che fino ad oggi ha visto messi in campo 236 miliardi di dollari per cercare di fermare i cali degli indici. Stiamo parlando di tre mesi e, come vedete, le altre Borse non stanno messe meglio, visto che la tanto decantata Wall Street della ripresa obamiana ha perso 2,2 triliardi di dollari nello stesso periodo. In compenso, la vulgata è che l'economia Usa è sana grazie all'intervento della Fed: no, il mercato azionario era sano grazie alla Fed ma, caso strano, da quando la Cina ha fatto boom e l'ipotesi di rialzo dei tassi Usa si è sostanziata già per settembre, il sanissimo mercato equity americano ha cominciato a sanguinare da tutti i pori.

Ma queste cose non ve le dicono, ci mancherebbe. Si limitano a darvi le chiusure degli indici, se sono in verde il mondo è un pianeta meraviglioso, se sono in rosso allarme sulle prime pagine. E se, come ieri, trovano un dato macro da vendere come fumo negli occhi, spariscono addirittura dagli schermi. Ma di quel dato parleremo dopo, ora vi voglio mostrare una cosa: ovvero, cosa è successo nell'ultima ora di trading sulle piazze asiatiche, in particolare Shanghai e Tokyo, mentre molti di voi bevevano il caffè o si facevano la barba. Un'ora, solo un'ora. Shanghai era direzionata per chiudere sotto quota 3mila punti, dopo la pubblicazione dell'ennesima lettura sconfortante della bilancia commerciale cinese, con l'export che ad agosto aveva segnato un -5,5% dopo il -8,3% di luglio e l'import che faceva peggio in termini relativi al dollaro, un -13,8% dopo il -8,1% di luglio. Si trattava del decimo mese di fila di calo e la striscia peggiore dal 2008 ad oggi, sintomo che la Cina dovrà svalutare ancora - e parecchio - per riuscire a stabilizzare la situazione. Ovviamente, questo dato è stato sufficiente a spingere al ribasso non solo gli indici cinesi ma anche tutti gli altri dell'area asiatica, spedendo inoltre il cross dollaro/yen sotto quota 119 anche in seguito a un'altra lettura poco piacevole, questa volta relativa al Pil giapponese del secondo trimestre, contrattosi dello 0,3% e dell'1,2% su base annua.


COMMENTI
09/09/2015 - prefissi delle unità di misura (CARLO CAZZANELLI)

forse sbaglio, ma mi pare che in questo articolo sia usato non correttamente il multiplo dei dollari col termine "triliardi": triliardi = 10 alla 21, mentre in questo contesto forse si voleva dire "tera" dollari, cioè 10 alla 12, detto anche bilioni di dollari. Se non erro i multipli del sistema internazionale di misure sono 10alla21 zetta Z Triliardo 10alla18 exa E Trilione 10alla15 peta P Biliardo 10alla12 tera T Bilione 10alla9 giga G Miliardo 10alla6 mega M Milione 10alla3 kilo k Migliaio Per favore, correggetemi se erro. Ciao. Carlo