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PREVISIONI 2016/ Le due incognite che raffreddano la ripresa

Pubblicazione:venerdì 1 gennaio 2016

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Con precisione non lo sa nessuno. Ci troviamo in un’economia abbastanza nuova in cui i servizi rappresentano il 70% della produzione complessiva. È facile prevedere la domanda di auto, perché c’è tutta una filiera il cui funzionamento è ben noto, mentre i servizi sono piuttosto instabili. Se, per esempio, un cliente acquista un biglietto per la Scala su Internet, la domanda e l’offerta si incontrano in quel click o non si incontreranno mai più. Per i servizi infatti come è noto non c’è magazzino. Mentre un’auto resta comunque dal concessionario, e dopo un mese trova un altro acquirente. Prevedere l’andamento dei servizi significa conoscere in anticipo la capacità di spesa e gli umori della gente.

 

Quali fattori politici a livello globale possono incidere di più sulla crescita economica?

In primo luogo il ritorno a situazioni di scontro ideologico tra Paesi o gruppi di Paesi come Russia e Occidente. L’inasprirsi del confronto tra questi due gruppi ha portato alla creazione di reciproci embargo che impediscono alla produzione di trovare il suo sbocco naturale. Ciò ha delle conseguenze negative abbastanza forti: l’Italia e la Germania ne sanno qualcosa.

 

Eppure gli anni ’80, in cui è culminata la Guerra fredda, erano stati segnati da una crescita rampante. L’economia ha davvero bisogno della pace?

Negli anni ’80 l’economia era diversa, i servizi contavano per il 50-52% e il resto era industria. Adesso l’industria è tra il 20 e il 25% in quasi tutti i Paesi, e quindi la pace è indispensabile allo sviluppo di commercio e turismo.

 

(Pietro Vernizzi)



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