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SPILLO/ Quegli scaricabarile attorno alla "questione bancaria" in Italia

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A differenza di Giugliano, comunque, il direttore del Sole 24 Ore, Roberto Napoletano c'era, c'e sempre stato. Era vicedirettore del Sole nel 2003 (chi qui scrive lavorava assieme a lui al Sole 24 Ore ai tempi dei dissesti Cirio e Parmalat): si ricorda sicuramente anche lui quando il ministro dell'Economia Giulio Tremonti e il Governatore della Banca d'Italia Antonio Fazio battagliarono pubblicamente, nelle aule parlamentari, sul perché molte decine di migliaia di risparmiatori italiani avevano perso i loro quattrini con i corporate bond italiani. Il Sole 24 Ore vi dedicò centinaia di pagine, aprendo per settimane il giornale su quest'emergenza-Paese.

Nel 2005 Napoletano era direttore del Messaggero, edito da Francesco Gaetano Caltagirone, diretto protagonista della contro-Opa su Bnl da parte di Unipol e di un pool di immobiliaristi romani. E Caltagirone è stato incriminato e processato per quella vicenda assieme al governatore della Banca d'Italia, Antonio Fazio, uscendone come lui assolto in via finale, ma solo nel maggio scorso. Nel frattempo il costruttore romano ha potuto partecipare - come azionista-consigliere d'amministrazione - all'acquisto di AntonVeneta da parte di Mps: l'operazione - autorizzata senza due diligence sui conti dal consiglio e senza indugio dalla Banca d'Italia di Draghi - ha decretato il più grave dissesto bancario recente in Italia.

Napoletano era già tornato al Sole come direttore quando, nel 2011, il quotidiano di Confindustria chiedeva a caratteri cubitali di "Fare presto" nell'affidare il governo a Mario Monti perchè desse corso celere alla dura austerity europea co-decisa da Draghi. Le quattro risoluzioni bancarie - imposte ancora dall'Europa un mese fa - nascono non solo da lì, ma anche da lì. Certamente è nata lì la recessione che ha gonfiato fino a 200 miliardi le sofferenze bancarie italiane, ancora in attesa di una bad bank, ancora osteggiata dall'Ue a trazione tedesca (ma anche dalla supervisione Bce: formalmente a trazione italiana, sostanzialmente francese).

Napoletano, direbbe qualche Pm, "non può non sapere". In un editoriale-narrazione di fine anno si scaglia tuttavia contro un "irresponsabile" e "rovinoso" clima "di chiacchiere", di "prese di posizione emoltivo-mediatiche, immotivate o non meditate", di "manone finanziarie interessate" in azione (...quali?). Così come ha un po' stupito leggere su Repubblica il consiglio aperto ad accantonare la democrazia parlamentare sovrana a favore di tecnocrazie globali, fa specie leggere sul Sole 24 Ore l'invito sbrigativo e stizzito a non lanciare allarmi attorno a "un problema che riguarda l'1% dei clienti di quattro banche" (E' uno degli argomenti usato da Giugliano due giorni, anche se con l'avvertenza che la "questione bancaria" nazionale è più ampia). Comunque: abbassate i toni,  abbiate più "senso di responsabilità" (forse lo stesso che il premier Matteo Renzi si è premurato di riconoscere alla Procura di Milano al termine dell'Expo guidato dal candidato sindaco Pd di Milano, Giuseppe Sala?...).



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