BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |

SPILLO/ La "dieta" che nuoce all'economia

Negli Usa si fa strada l'idea di ridurre gli stipendi per chi è troppo grasso. Conviene allora mettersi a dieta. Ma ciò, dice MAURO ARTIBANI, può essere un freno pesante ai consumi

Infophoto Infophoto

Negli Usa si prospettano riduzioni di stipendio perché sale il colesterolo; perché si ingrassa e si rischiano malattie cardiocircolatorie e diabetiche. Questo incide sui costi delle polizze sanitarie sostenute dalle aziende. Due terzi degli americani sono sovrappeso; il 30% dei cittadini ha una massa corporea che li colloca nella categoria degli obesi. 

Il 62% dei 135 top manager, in un vecchio sondaggio della Pricewaterhouse Coopers, non trova di meglio che ritenere giusto far pagare contributi più elevati ai fumatori e ai dipendenti obesi dalle abitudini poco salutari. La Clarian, un'azienda dell'Indiana, ha deciso che dal 2009 i dipendenti che non si daranno da fare per rientrare nei parametri di peso, colesterolo, pressione sanguigna avranno una riduzione di stipendio di 30 dollari ogni due settimane.

Signori, vi ha dato di volta il cervello? Ingrassiamo, sì, questo il nostro mestiere. Stiamo ingrassando per rispondere convenientemente ai dettami del meccanismo economico: si produce, si deve consumare il prodotto; si produce di più si deve consumare di più. Già lo facciamo con i nostri Fuffy, Pallina, Dik. Un animale domestico su tre è a rischio obesità, proprio come noi. E non finisce qui.

Perché, altrimenti, acquistare 109 telefonini ogni 100 abitanti? A esserci improvvisati multitasker: individui, che fanno cento cose tutte assieme, privi di concentrazione? Colpa nostra avere gli armadi ingolfati? Colpa nostra per le discariche che scoppiano? Colpa nostra, insomma, se consumiamo? Questo il nostro lavoro. La nostra forza! È vero, l'attitudine ci sostiene. La voglia non ci fa difetto; saremo in grado di essere pure recidivi.

Nel 2015, le persone con 10 o 15 kg di grasso in più sembra siano il 75%; gli obesi , invece, il 41%. Bene, per rispettare la tabella di marcia dovremo continuare a nutrirci con piatti ricchi di grassi e zuccheri; cibarci, rigorosamente, di derrate industriali; pranzare, possibilmente, nelle friggitorie o nei fast food. E per non inficiare tale esercizio: stile di vita sedentario! Poi mettiamo giù l'asso: "Le risorse economiche sono sempre state distribuite sulla base del principio del contributo alla produzione", afferma J.R.Oppenheimer.

Giust'appunto chiediamo, risolutamente, di essere assoldati da Lorsignori che producono per non far mancare questo nostro innegabile contributo produttivo, che potrebbe venir meno se solo decidessimo di sottoporci a dieta. A buon intenditor, poche parole.

© Riproduzione Riservata.