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BCC/ Federcasse gioca d'anticipo: via libera al nuovo Gruppo nazionale unitario

Pubblicazione:giovedì 14 gennaio 2016 - Ultimo aggiornamento:giovedì 14 gennaio 2016, 19.44

Il presidente Federcasse, Alessandro azzi Il presidente Federcasse, Alessandro azzi

BCC, FEDERCASSE. IL PUNTO. Un Gruppo nazionale unitario, guidato da una nuova capogruppo, al cui progetto parteciperanno Iccrea Holding, Cassa Centrale Banca di Trento e Bcc di Roma. E, come ampiamente previsto, un polo singolo per le Casse Raiffeisen dell'Alto Adige, ancorché operativamente collegato con la nuova realtà nazionale. Il 14 gennaio ha buone probabilità di essere ricordato come la data di nascita del nuovo Credito cooperativo italiano: certamente della posa della prima pietra del riordino strutturale delle oltre 370 Bcc italiane. L'altra data da rammentare sarà prevedibilmente uno degli ultimi giorni di gennaio: quando il Governo dovrebbe licenziare l'attesa riforma della governance delle banche cooperative (il sottosegretario al Tesoro, Paolo De Micheli, ha confermato che lo schema di decreto recepisce largamente le ipotesi di autoriforma presentate dalla Federcasse).

Nel frattempo la centrale associativa ha deciso un'"accelerazione" sul sentiero della ristrutturazione "unitaria" a gruppo del comparto: lo dice un comunicato congiunto della Federazione, dell'attuale holding operativa del sistema e della centrale delle Bcc trentine. Un passo forte, tutt'altro che mediatico, a valle di un comitato esecutivo della Federcasse nella quale il presidente Alessandro Azzi ha dato senso immediato al mandato pieno rinnovatogli a fine 2015. Un mandato giuntogli da tutte le federazioni regionali per seguire il delicato percorso di riforma normativa e strategica del Credito cooperativo italiano.

Sono passati ormai sei mesi da quando Federcasse ha ultimato i compiti a casa imposti un anno fa dall'Esecutivo. E non passa giorno, ormai, che le Bcc non siano chiamate in causa - più volte anche dallo stesso premier Matteo Renzi - come banco di prova della crisi, della tenuta e della capacità di svolta del sistema bancario italiano. Ma la nuova architettura regolamentare tarda ancora, anche se i tempi dovrebbero essere ormai brevissimi e le incognite sarebbero ormai cancellate. Federcasse ha quindi deciso di rompere gli indugi sul dossier strategico, che è e resterà per larga parte affidato alle scelte autonome delle stesse Bcc. E queste ieri hanno rilanciato a 360 gradi segnali chiari, di condivisione sostanziale di un progetto che nell'ultimo anno è stato oggetto di un confronto spesso franco anche all'interno del Credito cooperativo.


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