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SPY FINANZA/ Cina e petrolio mettono la "data di scadenza" ai mercati

Se non arriveranno entro due-tre mesi dati molto positivi dalla Cina, spiega MAURO BOTTARELLI, le vendite sui mercati saranno ampie e prenderà forma una nuova crisi globale

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Il mio pessimismo sta contagiando il mondo. Dopo George Soros che ha detto di vedere in quanto sta accadendo oggi un replay della crisi del 2008, oggi è il giorno di Royal Bank of Scotland (Rbs), la quale in un report ha avvisato i propri clienti di prepararsi a «un anno da cataclisma» e crisi da deflazione, preventivando che i mercati mondiali potrebbero crollare di un quinto della loro capitalizzazione e che il petrolio potrebbe arrivare ai 16 dollari al barile. Il team del credito della banca, nazionalizzata dopo la crisi di otto anni fa e ora tornata sul mercato, ritiene che i mercati stiano lanciando dei segnali di stress simili a quelli dei mesi che precedettero il crollo di Lehman Brothers e arriva a considerazioni estreme verso i propri clienti: «Vendete tutto, tranne i bond di altissima qualità. Questo lo diciamo perché in ballo non c'è il ritorno sul capitale, ma il ritorno del capitale in sé. C'è una gran folla là fuori e in una sala con tanta gente, le porte d'uscita sono piccole e strette». E quando una banca arriva a dire cose simili a quei clienti, significa che lei ha già scaricato gli stock più a rischio. 

A spaventare è la contrazione contemporanea di commercio mondiale e prestiti, un cocktail velenoso per i bilanci corporate e per gli utili delle equities: di più, se già questo binomio è potenzialmente letale, pensate cosa potrebbe accadere in un ambiente come quello attuale dove le ratio di debito globale sono ai massimi storici. Per il team, «la Cina ha dato vita a una grossa correzione che sta per innescare l'effetto palla di neve. Equities e credito sono diventati molto pericolosi e siamo solo all'inizio del ritracciamento della luna di miele che abbiamo vissuto negli ultimi due anni». Sempre per gli analisti di Rbs, Wall Street e le piazze europee potrebbero calare tra il 10% e il 20%, con Londra particolarmente nel mirino visto il peso che hanno nell'indice Ftse 100 i titoli legati al comparto energetico e delle materie prime: «Londra è molto vulnerabile a uno shock negativo. Tutta la gente che è long su titoli petroliferi e minerari poiché pensa che i dividendi siano salvi, presto scoprirà che di salvo non c'è proprio nulla». 

I prezzi del petrolio, d'altronde, continuano a calare, con il Wti statunitense che martedì è sceso brevemente sotto la soglia psicologica dei 30 dollari al barile, mentre la valutazione del Brent ha spezzato il livello tecnico di 34,40 dollari al barile, con la bear flag e Fibonacci a segnalare che ora si punta verso un floor di 16 dollari al barile, livello visto l'ultima volta durante la crisi asiatica del 1999. Per Rbs, se l'Opec non interviene con manovre straordinarie, la crisi in Asia non potrà che deteriorarsi sempre di più. Una previsione condivisa anche da Morgan Stanley, la quale nel suo ultimo report parla di Brent a 20 dollari al barile se il dollaro continuerà a rafforzarsi in questo ambiente di saturazione dell'offerta di oro nero e domanda stagnante. 

Per quanto riguarda il credito, Rbs vede il rendimento del Bund tedesco al minimo storico di 0,16% proprio a causa della corsa alla vendita di equities e all'acquisto di beni rifugio: di più, se le forze deflazionistiche continueranno a pesare in Europa, si potrebbe anche andare sotto zero, tanto che sempre Rbs ritiene che la Bce potrebbe portare i tassi in negativo dello 0,7%. Insomma, disperazione pura, perché contestualmente nessuno vorrebbe più detenere cash, dovendo pagare un costo e questo porta all'esplosione di bolle, come quella immobiliare in Svezia. Stesso discorso vale per i Treasuries statunitensi, i quali potrebbero infliggere severe perdite agli hedge funds che sono rimasti short troppo a lungo in attesa del trade da reflazione.


COMMENTI
14/01/2016 - Non per niente Bottarelli scrive in SPY FINANZA (Giuseppe Crippa)

Seguo Bottarelli da anni e devo dire che decodifica molto bene le dinamiche dei mercati anticipandone i trend e quindi le sue previsioni sono molto spesso centrate se non nell’entità dei movimenti certo nella direzione. E per di più, coi suoi toni apocalittici, fa divertire gli amanti del genere spy story o thriller…. PS - In questo momento (pomeriggio del 14 gennaio) in borsa tutti i bancari (ed anche moltissimi altri titoli) stanno scendendo e non poco. Solo Monte Paschi e Carige (con Pop. Milano e Pop. Emilia) no. Chissà come mai? Forse perchè sono le banche più solide d'Italia...

 
14/01/2016 - Complimenti (marco pezzi)

I miei complimenti sono ovviamente sarcastici. Si vanta di aver previsto la crisi? É da anni che prevede crisi e fine del mondo finanziario. Se lo lasci dire:trovo sia patetico vantarsi.