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RENZI vs GERMANIA/ La battaglia di Matteo per non finire come Letta

Francois Hollande, Jean-Claude Juncker e Angela Merkel Francois Hollande, Jean-Claude Juncker e Angela Merkel

Sollevando la questione di Nord Stream, Renzi di fatto ha attaccato con forza la Germania chiamando in causa i rapporti con la stessa Russia. Il premier italiano ha accusato Berlino di sostenere a parole le sanzioni contro Mosca per poi farci affari, come è tipico della Germania. Tutte le imprese tedesche continuano a lavorare con i russi: addirittura di recente i dirigenti della Siemens si sono recati in visita a Mosca.

 

Che cosa ci dobbiamo aspettare?

Le parole di Juncker indicano sostanzialmente che è incominciata la campagna d’Italia. La Germania sta raccogliendo le forze perché vuole fare pagare al nostro Paese l’iniziativa diplomatica in Medio Oriente e soprattutto nel Mediterraneo. La radice della crisi europea non è in Europa, bensì nell’iniziativa giusta e vittoriosa che l’Italia ha condotto in Libia.

 

Quali sono gli obiettivi dell’iniziativa di Renzi in Libia?

Il nostro Paese vuole riappropriarsi del suo ruolo a Tripoli, che era stato messo in discussione dall’avventura francese voluta da Sarkozy contro Gheddafi, con la quale Parigi voleva cacciarci dal Paese nordafricano. Senza un ruolo in Libia l’Italia è economicamente morta, e non soltanto per il petrolio. Da Tripoli passano infatti tutte le rotte mediterranee che coinvolgono Egitto, Algeria e Marocco.

 

Perché l’attacco di Juncker arriva proprio adesso?

Perché in questo momento il potere del Nord America, che finora ha sostenuto Renzi in modo solido, si trova in una fase di transizione. L’appoggio esterno di cui può godere il governo Renzi è debole, perché c’è incertezza su come andrà a finire la campagna elettorale Usa. Juncker ha scelto il momento più opportuno per farla pagare al nostro premier.

 

A questo punto che cosa dovrebbe fare Renzi?

Dovrebbe continuare a fare quello che sta già facendo, intessendo nello stesso tempo una forte iniziativa diplomatica a livello internazionale. Renzi deve chiedere un appoggio più forte da parte degli Stati Uniti, recandosi a Washington e affrontando la questione con Obama. Dovrebbe inoltre lavorare, soprattutto attraverso la Farnesina, per conquistare un appoggio maggiore dell’establishment americano al di là della divisione tra Democratici e Repubblicani.

 

Chi altro potrebbe essere un alleato dell’Italia in questa fase?

Il Regno Unito, con cui l’Italia dovrebbe riallacciare i rapporti. Gli inglesi infatti a loro volta non hanno interesse che la Francia domini il Mediterraneo. Finora tra Roma e Londra ci sono state solo relazioni estemporanee e più mondane che diplomatiche, mentre occorre intessere degli scambi più seri.

 

(Pietro Vernizzi)

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