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Economia e Finanza

RENZI vs GERMANIA/ La battaglia di Matteo per non finire come Letta

Per GIULIO SAPELLI, le parole di Juncker indicano sostanzialmente che è incominciata la campagna d’Italia. Dietro il presidente della Commissione Ue ci sono Francia e Germania

Francois Hollande, Jean-Claude Juncker e Angela MerkelFrancois Hollande, Jean-Claude Juncker e Angela Merkel

«Le parole di Juncker indicano sostanzialmente che è incominciata la campagna d’Italia. Dietro il presidente della Commissione Ue ci sono Francia e Germania, sempre più vicine in funzione anti-italiana». Ad affermarlo è Giulio Sapelli, professore di Storia economica all’Università degli Studi di Milano. Ieri il presidente Jean-Claude Juncker ha affermato che il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, “ha torto a vilipendere la commissione Ue”. E ha aggiunto: “Sono molto sorpreso che alla fine del semestre di presidenza italiana Renzi abbia detto davanti al Parlamento che è stato lui ad aver introdotto la flessibilità, perché sono stato io, io sono stato”. Quindi è arrivato a dire: “Io mi tengo il mio rancore in tasca, ma non crediate che sia ingenuo”.

Professore, che cosa c’è dietro all’attacco di Juncker contro Renzi?

C’è il fatto oggettivo che Renzi ha messo i piedi nel piatto. Tsipras aveva criticato l’Ue nel corso della campagna elettorale, vincendo le elezioni, ma poi il premier italiano è stato l’unico ad avere insistito per un cambiamento della politica economica.

Secondo lei, Renzi è portatore di un’idea alternativa di Unione europea?

Finora non ho visto un piano organico. Certamente ci si sarebbe dovuti aspettare che, dopo avere sollevato la questione in questo modo, Renzi presentasse anche una proposta per passare da una politica dell’austerità a una politica della crescita. Tuttavia il nostro premier è l’unico che da mesi non attacca solo la Germania ma anche la Francia. Non a caso giovedì è arrivata la risposta seccata di Moscovici, che ha rimproverato all’Italia le solite manchevolezze.

Che cosa sta accadendo in Europa?

In Europa si sta formando un fronte contro l’Italia, la cui radice di fondo è l’insofferenza francese nei confronti dell’iniziativa del nostro Paese in Libia. Proprio per questa ragione la Francia si avvicinerà alla Germania in funzione anti-italiana. È proprio da queste tensioni che nascono gli stessi bombardamenti avvenuti in Libia da parte di aerei di nazionalità sconosciuta.

Renzi ne esce rafforzato o indebolito?

Le vicende mediorientali e l’iniziativa coraggiosa che l’Italia ha preso sulla Libia, segnando una grande vittoria diplomatica contro la Francia, paradossalmente hanno indebolito Renzi in Europa. La divisione tra Italia e Francia, che è una vecchia tradizione della politica estera europea, del resto si è sempre misurata sul controllo del Mediterraneo.

Ritiene che dietro le parole di Juncker ci sia anche la Germania?

La polemica di Juncker è stata sicuramente voluta dai tedeschi, cui il presidente della Commissione Ue deve la sua elezione. Juncker è stato eletto contro tutti, e se non fosse stato per la Merkel non si troverebbe al suo posto.

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