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RENZI vs UE/ Tre mosse per evitare il baratro all'Italia

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Matteo Renzi (Infophoto)  Matteo Renzi (Infophoto)

Sull’immigrazione, l’Italia ha ragione a difendere la sua linea di accoglienza, ma non dimentichiamo che i tedeschi ospitano un milione di profughi, quindi qualche ragione ce l’hanno anche loro. In ogni caso a Roma si sono fatte come al solito tante chiacchiere, ma dal dire al fare c’è di mezzo l’intero Mediterraneo. Inutile negare i nostri ritardi, meglio rimboccarsi le maniche.

Anche sulla politica economica Renzi ha dato l’impressione di parlar bene e razzolar male. Ha ragione di chiedere che l’Ue non sia fiscale sul disavanzo, che non metta i bastoni tra le ruote della bad bank, che sull’Ilva non violi l’impegno preso due anni fa con il piano Tajani secondo il quale i governi possono aiutare le imprese siderurgiche a risanare l’ambiente e a ristrutturarsi ecologicamente. Ma nello stesso tempo deve presentare politiche economiche coerenti. Ciò vale soprattutto sulla politica fiscale.

L’Ue critica la Legge di stabilità su due punti chiave: le tasse e la spending review. La Commissione aveva suggerito di concentrare le scarse risorse sul lavoro, invece Renzi con una capriola improvvisa che ha preso di sorpresa lo stesso ministro dell’Economia, ha scelto la prima casa. L’Ue voleva un meccanismo coerente e di lungo periodo che consentisse di risparmiare risorse per alleggerire il debito pubblico. Renzi ha liquidato il commissario Cottarelli e con lui la stessa spending review. È evidente che a Bruxelles siano irritati, e bisogna riconoscere che se la sono presa con i fatti più ancora che con le parole.

È possibile rimediare? Sì, se si ammettono i propri errori mentre si denunciano quelli altrui. Renzi deve presentarsi all’esame di riparazione, a marzo, con un pacchetto di riforme economiche, quelle promesse e ancora non fatte (liberalizzazioni, concorrenza, Pubblica amministrazione, privatizzazioni), con tagli alla spesa pubblica e rilanciando una revisione strutturale delle uscite dello Stato. Deve riprendere la collaborazione con la Francia. Deve adottare una politica efficace e ferma sulla immigrazione clandestina. Tre passi concreti per saltare il fosso prima che diventi un baratro.



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