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BORSE & PETROLIO/ Sapelli: ecco dove nasce la nuova crisi

Angela Merkel (Infophoto) Angela Merkel (Infophoto)

A questa deflazione strutturale se n'è aggiunta una di origine politico-tecnocratica frutto del dominio tedesco su tutta la macchina burocratica europea e sull'equilibrio di potenza, vista la castrazione della Francia. Un'emasculazione si è consumata sulle sponde della Libia è sui deliri neo imperiali non sostentati da mezzi acconci. Aggiungiamo  il balbettio del Regno Unito che rinuncia a ogni leadership europea (sono lontanissimi i tempi di Brittain e di Blair…). 

La mia tesi è proprio questa: l'intreccio tra la deflazione strutturale ciclica da commodities e da domanda interna insufficiente dei Brics su scala mondiale si incastra, si compone con quella politico-istituzionale che dopo il crollo dell'Urss delle imbelli classi politico tecnocratiche cosmopolite hanno costruito in Europa consegnandola alla Germania, sottovalutandone la potenza distruttiva nel sonno della socialdemocrazia tedesca e nel trionfo del filisteismo teutonico cattolico e luterano più vergognosamente nazionalista che farebbe vergognare Bonhoeffer e i ragazzi della Rosa Bianca.

Ma oggi non solo la storia non la sa più nessuno, ma non interessa a nessuno. Basta vedere in che università la maggioranza dei ragazzi in tutto il mondo persegue i propri studi anti-umanistici. Non è solo più la "mente nordamericana" a decadere come diceva Allan Bloom nel suo indimenticabile capolavoro, ma quella di tutti i figli degli oligarchi mondiali che non a caso hanno nel mito dell'Europa austera e nelle Business School che producono cloni antropoidi i loro strumenti di perversione.

La crisi da tutto questo scaturisce e per un bel po' ristagnerà nelle pozzanghere della disuguaglianza. Non facciamoci illusioni e non scambiamo il rallegrarsi per un centesimo di crescita dei vari Pil nazionali dovuti a contingenti situazioni anti-cicliche per l'inversione di una situazione mondiale che è appena iniziata.

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COMMENTI
19/01/2016 - Partenza quotidiana (claudia mazzola)

Borsa e petrolio non è roba per noi lavoratori felici anche nella crisi.

 
19/01/2016 - La storia ci interessa. Eccome! (Giorgio La Spisa)

Il rischio di essere intrappolati dall'inganno di teorie economiche e politiche fondate sull'illusione che vi sia un meccanismo di autoregolamentazione nel mercato o viceversa nello stato è costante. Le vicende storiche in cui anche noi cattolici siamo stati in qualche misura attori - spesso non protagonisti - rivelano il drammatico confronto tra una intelligenza che nasce dalla tradizione e la stupidità continuamente riprodotta dal pensiero dominante. Le considerazioni di Sapelli suscitano una domanda: possiamo permetterci il lusso di tenere inattiva una cultura che all'idolatria del mercato, così come a quella dello stato, sappia offrire una alternativa, un criterio, una esperienza, che si rinnovino nella storia? Da dove ripartire, oggi?