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CROLLO BANCHE/ I "guai" che spiegano le vendite in Borsa

Pubblicazione:martedì 19 gennaio 2016

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È un tipico effetto collaterale della fase emotiva e in parte speculativa, c’è un contagio di sfiducia, ma alla fine le aziende solide, sul medio termine, recupereranno.

 

Non è che sia in ballo un declino del ruolo storico delle banche nel sistema economico?

No, assolutamente: le banche continuano e continueranno ad avere un ruolo fondamentale nel sistema, continueranno a rappresentare un business importante, ma torneranno a essere redditizie soltanto dopo che si saranno riposizionate e avranno cambiato il modello distributivo in un senso più snello ed efficiente. In questo senso, il 2016 rischia di essere un anno particolarmente negativo dal punto di vista congiunturale.

 

Cioè?

Beh, i tassi così bassi e fermi sul margine d’interesse non permettono guadagni. Con le posizioni sui portafogli di titoli di proprietà, è difficile guadagnare; nel mondo gestioni, anche. Il buon andamento dei mercati negli ultimi anni compensava il calo dei ricavi di natura creditizia, ma questo bilanciamento sembra finito, per ora.

 

E quindi?

Quindi i mercati, che non perseguono scenari strutturali a lungo termine ma a breve, non capiscono quali saranno per le banche le fonti di ricavo principali del futuro prossimo. Si chiedono: nel 2016 le banche in genere, e quelle italiane in specie, come faranno a fare soldi?.

 

(Sergio Luciano)



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