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Economia e Finanza

SPY FINANZA/ Prezzo del petrolio, "l'accordo" che può fermare il ribasso

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Insomma, nonostante non navighi affatto in buone acque economiche, la strategia saudita di inondare il mercato sembra cominciare a fiaccare il più importante competitor mondiale. Mosca è alla ricerca di una sorta di patto di non aggressione con Ryad? La cosa certa è che nel documento finale seguito al meeting di dicembre, l'Opec - a guida saudita - ha detto chiaramente di essere una componente troppo piccola per agire da sola sul mercato per stabilizzarlo e che quindi sta ai produttori più grandi non-Opec tagliare per primi. Di fatto, un messaggio nemmeno troppo in codice per Mosca. 

Da un lato il Cremlino non vuole perdere la faccia, giustificando la politica di massima produzione con il fatto che il governo non può dire alle aziende cosa fare e con il clima estremo della Siberia che non consente variazioni troppo rapide e repentina nelle dinamiche di output, ma i veterani del settore dicono chiaramente che se Vladimir Putin desse l'ordine di tagliare, ci sarebbero metodi efficaci per farlo e senza arrecare troppo danno a livello produttivo. 

Anche perché se davvero i prezzi così bassi cominciano a erodere le casse delle aziende, con l'aggravio delle sanzioni, Putin potrebbe avere tutto da guadagnare ad arrivare a un patto con i sauditi, i quali sono a loro volta molto irritati con Washington per la gestione del caso Iran e potrebbero volere far pagare il conto ai produttori shale statunitensi, un qualcosa che certamente non dispiacerebbe a Mosca. 

E che questa ipotesi di accordo Mosca-Ryad sia più di una variabile disperata lo dimostra l'atteggiamento quasi paradossale adottato da Washington proprio ieri, perché se da un lato Usa e Iran festeggiano l'accordo sul nucleare, dall'altro Barack Obama è stato costretto a firmare nuove sanzioni. Questo perché gli iraniani, poche settimane prima dell'intesa di sabato, avevano sperimentato nuovi missili balistici senza averne l'autorizzazione. Immediata la reazione del presidente iraniano Hassan Rohani, che ha definito "illegittime" le nuove penali imposte dagli americani, «perché il programma balistico dell'Iran non è progettato per avere la capacità di trasportare testate nucleari». Pertanto l'Iran annuncia che andrà avanti con i missili, «per proseguire in maniera ancora più seria il suo legale programma missilistico e di sviluppo delle sue capacità di difesa». Le nuove misure Usa vengono bollate come "propaganda" e come un «tentativo di dare privilegi ai centri di potere" di quanti, "all'interno e all'esterno, pongono richieste eccessive». 

E attenzione, perché lo stesso Rohani la prossima settimana sarà in Italia (25-26 gennaio) e Francia (27 gennaio) per la sua prima visita ufficiale in Europa, dopo quella cancellata subito dopo gli attacchi di Parigi del 13 novembre scorso. Nel suo primo giorno nel nostro Paese incontrerà il Capo dello Stato, Sergio Mattarella, e il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, oltre ad alcuni industriali, mentre il secondo giorno avrà un incontro con papa Francesco. Chissà che qui ad allora qualcos'altro non arrivi a turbare la visita.