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SPY FINANZA/ Prezzo del petrolio, "l'accordo" che può fermare il ribasso

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Tornando alla Russia, un accordo con Ryad potrebbe anche essere reso necessario dalle condizioni economiche, visto che il Cremlino intende tagliare la spesa del 10%, anche a fronte di un utilizzo del fondo di riserva che potrebbe azzerarsi da qui a fine anno se si continuerà a utilizzarlo a questo ritmo. Per ora l'unica voce non a rischio di tagli è la difesa, per ovvie ragioni ma il deficit di budget sta avvicinandosi a quota 5% del Pil con i prezzi attuali del petrolio, il tutto in assenza di un mercato obbligazionario interno per finanziarsi e con il credito estero congelato. E con lo short interest così alto sul mercato, ovvero posizioni ribassiste sul mercato dei derivati, potrebbe a breve crearsi la condizione ottimale per uno short squeeze se il sentiment cambiasse e, soprattutto, se davvero Mosca e Ryad cominciassero a parlarsi. 

Oltretutto, l'Iran ha sì fra i 30 e i 40 milioni di barili caricati su tanker al largo delle sue coste, ma si tratta per la gran parte di ultra-light o condensato, quindi non facilmente vendibile nell'immediato e comunque non in grado di intervenire direttamente sulle dinamiche di prezzo del greggio. Ma come vi ho detto la scorsa settimana, a fronte della produzione ai massimi da parte dei principali players, la spare capacity è ai minimi dal 2008, quindi la condizione ideale per un violento rialzo dei prezzi se dovesse sostanziarsi una qualche novità che giustificasse e sostenesse quella dinamica. Inoltre, per tutti gli analisti del settore c'è un unico Paese che potrebbe davvero cambiare i corsi del prezzi se accadesse qualcosa che minacciasse la sua produzione e le sue riserve, la Libia. 

E, guarda caso, l'Isis sta prendendo sempre più piede nell'area di Sirte e ha già tentato l'assalto a due terminal petroliferi di primaria importanza. Se per caso Mosca e Ryad trovassero un accordo, anche tacito, allora un danneggiamento delle infrastrutture o la presa di una di queste da parte di militanti di Daesh potrebbe creare un combinato capace di rimandare sopra quota 35 dollari al barile il greggio e salire sopra quota 50 se non si intravedesse una soluzione rapida. 

Equilibri sottili, ma capaci di cambiare nell'arco di mezza giornata, se qualcuno decidesse che è ora che lo facciano. 

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