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CROLLO BANCHE/ Pomicino: colpa di Italia e Ue che aiutano la speculazione

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Piazza Affari  Piazza Affari

Perché questo è un elemento che negli altri Paesi europei era stato risolto in modo intelligente prima che arrivasse questa nuova disciplina, ricapitalizzando o nazionalizzando le banche con soldi pubblici. Lo documentano i casi delle banche britanniche come la Royal Bank of Scotland, olandesi come la Abn Amro, per non parlare di quelle lussemburghesi o tedesche. I Paesi che non hanno invece consentito l’intervento pubblico oggi si espongono ad avere dei crediti incagliati, per i quali si cerca di intervenire a “stalle aperte”.

 

Perché oggi lo Stato italiano non può intervenire?

La nuova disciplina delle unioni bancarie impedisce a Stati e fondi pubblici europei di intervenire, mentre lo consente ai fondi sovrani di Cina e Paesi arabi. Mi domando se possiamo andare avanti con questa schizofrenia legislativa, che purtroppo coinvolge la responsabilità non dell’Europa in senso astratto, quanto piuttosto del Consiglio dei capi di Stato e di governo che hanno tutti approvato la nuova disciplina.

 

Se ci fosse la bad bank, assisteremmo a questo crolli delle banche in Borsa?

Francamente non vedo perché si dovrebbe dare una garanzia statale alla bad bank, quando poi lo Stato non può intervenire nelle singole banche in difficoltà. Con il paradosso aggiuntivo che a poterlo fare è invece il fondo di Singapore o degli Emirati Arabi, che sono fondi sovrani.

 

(Pietro Vernizzi)



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