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SPILLO/ Quelle banche strette fra i faccendieri (italiani e lussemburghesi)

Il presidente della Commissione Ue, Jean-Claude Juncker (Infophoto) Il presidente della Commissione Ue, Jean-Claude Juncker (Infophoto)

Ed è anche il capo istituzionale dell’Unione bancaria: che però è operativamente gestita dalla francese Danièle Nouy, la quale una ne pensa e cento ne fa ogni giorno pur di mettere i bastoni fra le ruote delle banche “ex-vigilate” dal suo superiore Draghi (l’ultima trovata è “un semplice e normale questionario” sulla gestione di 200 miliardi di sofferenze creditizie da recessione-austerity in Italia: nitroglicerina pura agitata con nonchalance parigina).

C’è un solo modo per far sì che il “mai-faccendiere” Draghi e il “quasi-faccendiere” Renzi possano aiutarsi a vicenda e (forse) aiutare il sistema bancario del Paese di entrambi: far sì che almeno si parlino. Forse lo stanno già facendo. Gli italiani "vigilati" lo sperano.

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COMMENTI
20/01/2016 - Squallido esempio della intellighenzia italiana (Moeller Martin)

Nella disperata ricerca di un capo espiatorio per giustificare le inettitudini del paese più bello del mondo si arriva a definire il Lussemburgo una 'Banana Republic' ed un faccendiere il primo ministro di uno stato europeo occidentale eletto, per di più democraticamente e non certo a colpi dubbi di premi di maggioranza.

 
20/01/2016 - STRINGIAMOCI A CORTE (Massimiliano PANIZZA)

Condivido le osservazioni stavolta; è uno scontro fra nani e ballerine molto pericoloso in cui c'è in gioco il futuro del sistema bancario italiano. Che si parlino il nostro Giamburrasca col SuperMario dell'EuroTower. E soprattutto che sia un monito per i nostri parlamentari a Bruxelles che (del PPE soprattutto) che in questi giorni ne hanno sparate delle belle o balle !!