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PUNTO MERCATI / Draghi tonifica l'Europa (e le banche italiane) ma l'Asia resta un rebus

La fermezza di Mario Draghi nel difendere l'espansionismo monetario anti-deflazione e pro-ripresa tonifica i listini Ue (Milano in testa): ma lo spettro cinese non scompare dall'orizzonte. 

Il presidente della Bce, Mario Draghi Il presidente della Bce, Mario Draghi

Le Borse europee hanno ovviamente mostrato di gradire molto le parole del presidente della Bce, Mario Draghi, che dopo la prima riunione annuale della Bce ha annunciato che i tassi rimarranno fissi ancora a lungo, mentre nel board di marzo la politica monetaria potrà essere "rivista". I principali indici del continente sono scattati superando tutti immediatamente il punto percentuale di profitto e iniziando a recuperare in parte i forti ribassi delle scorse sedute. La giornata non era cominciata nel migliore dei modi per i listini azionari: l'Asia aveva segnalato nuova debolezza con Tokyo a -2,43%, in chiusura e Shanghai a 3,2% . La Cina resta - assieme alla debolezza del petrolio - il più rischioso punto interrogativo nella prospettiva degli investitori internazionali. Ieri il greggio ha mostrato una ripresa leggera (+2,9% a 28,69 dollari al barile) mentre l'oro (-0,51%) rimane sopra quota 1.100 dollari, sostenuto dai capitali in cerca di rifugio.

Dopo la conferenza stampa di Francoforte, in ogni caso, l'umore dei mercati in Europa è virato nettamente in positivo, Così Milano ha guadagnato in chiusura il 4,20% e riprende buona parte delle perdite di ieri e confermandosi la migliore piazza Ue. dopo essere stata le peggiore dall'inizio della settimana. Francoforte è salita più moderatamente dell'1,91%, Londra dell'1,62% e Parigi dell'1,86%: un sentiment condiviso anche da Wall Street a metà seduta (+1,65% il DJ e +1,45% il Nasdaq). E' evidente che i mercati considerano importante ma non ancora definitiva l'indicazione di direzione giunta ieri dal vertice Bce sulla continuazione del quantitative easing nell'eurozona a fini di contrasto alla deflazione e di stimolo alla ripresa.

Il ritorno di fiducia odierna, in ogni caso, ha fatto bene all'Italia. Lo spread ha ridimensionato l'imopennata di eiri ed è tornato di poco otto 110 punti base. . A Piazza Affari la giornata è stata trainata dalel banche, che hanno in gran parte rimarginato il tracollo di ieri. Banca Carige recupera infatti il 29,84% e Banca Mps il 43,14%. Bene anche per Unicredit (+7,93%), Intesa Sanpaolo (+4,88%) e Banca Popolare di Emilia Romagna (+11,04). Confortanti sono state soprattutto le aperture della Commissione Ue sul progetto di bad bank che aiuti i gruppi italiani a risanare i loro bilanci del carico di 200 miliardi di sofferenze creditizie accumulato negli anni della lunga recessione. Fra le poche negative rimaste ieri a Milano, la debolezza di Saipem (-5,87%) sotto ricapitalizzazione.

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